Che Cosenza avesse impressa nella sua cifra identitaria una deriva musicale è noto. L’approdo l’1 e 2 ottobre del Tenco Ascolta lo conferma. Imperdibili due giorni di musica d’autore e teatro nella straordinaria cornice del castello che fu di Federico II di Svevia. Per la prima volta la città di Telesio e Rendano ospita una tappa del Tenco Ascolta, format del Club Tenco, palcoscenico per i nuovi cantautori ritenuti più interessanti tra le centinaia che inviano il materiale al Club, trampolino verso la rassegna della canzone d’autore di Sanremo.

È la prima volta che una delegazione dello storico presidio musicale nato nel nome di uno degli artisti più indimenticabili della canzone italiana arriva in terra bruzia. Protagonista della tappa cosentina la musica del sud in cui si alterneranno band provenienti tutte dal Mezzogiorno ed eccellenze della musica calabrese.

Partenza il 1 ottobre con le nuove proposte selezionate dal Tenco: da Enna i Camurria, Giulia Catuogno da Palermo, il calabrese Marcondiro e il pugliese Gerardo Tango. Chiude la serata ospite speciale un inedito Dario Brunori che canta Dalla in Com’è profondo il mare, accompagnato da Mirko Onofrio, Alfredo Biondo e la Takabum Camera Unit.

Il 2 nella sala del Trono intermezzo d’incontro tra musicisti, operatori culturali e delegazione del Tenco, in testa il discografico di fama internazionale Stefano Senardi, Enrico De Angelis e Gianluca Veltri. Presenti Mario Occhiuto e Gino Crisci. A seguire le proposte Tenco: il napoletano Giglio, la catanzarese Francesca Prestia, Luca Burgio, palermitano, e il calabrese Ivan Talarico.

A chiudere la serata Rosa Martirano e un inedito Peppe Voltarelli, orgoglio calabro, vincitore della Targa Tenco 2016 nella sezione Interpreti di canzoni non proprie per l’album & libro Voltarelli canta Profazio (Squilibri Editore, prodotto e arrangiato da Carlo Muratori, copertina omaggio a Mimmo Rotella), in cui è contenuta Qua si campa d’aria, simbolico passaggio di consegne tra Peppe & Otello, emblematico della canzone d’autore italiana, antesignano del folk revival, dimostrazione di come il sud produca fenomeni culturali d’indubbio valore artistico.

“Ricantare Profazio è stata per me una cosa intimamente necessaria, un bisogno personale e psicologico – racconta Voltarelli – e nella sfera pubblica un gesto di consapevolezza culturale per tramandare un patrimonio poetico/letterario. La Targa Tenco è il riconoscimento per queste musiche oggi pronte a rinascere in una veste nuova, consapevole, che vive e pulsa nel cuore del Mediterraneo: è la musica di un sud sentimentale e amaro che difende le sue qualità e non ha paura di fare autocritica. Per questo sono contento e ringrazio la giuria del Tenco che nell’omaggio a Profazio ha riconosciuto non solo l’aspetto musicale ma il libro, le opere d’arte e la cura che abbiamo messo in questo lavoro collettivo”, distribuzione e management Archimedia produzioni e videoclip by Thyco Studio.

Di rara suggestione il 2 sera l’inedita performance Voltarelli canta Léo Ferré, tra i protagonisti della canzone francese del ‘900 per sovversione linguistico/musicale: il monegasco anarchico, frequentatore di Saint-Germain, che mise in musica i testi dei poeti maledetti, da Verlaine a Rimbaud passando per Apollinaire (La chanson du mal-aimé), autore di Les amants de Paris interpretata da Edith Piaf.

Una performance che spazierà da Quartier Latin, passando per la canzone di libertà Ni dieu ni Maître (Né dio né padrone, Storie d’amore ed anarchia) sino a Jolie môme, omaggio alla Piaf. E un artista della Calabria jonica qualche giorno fa condiviso dal profilo Fb di Charles Aznavour, il grande istrione d’origini armene mentore la Piaf oggi endorsement da Zaz, per la sua interpretazione di Je bois (Io bevo).

Costo d’ingresso 15€ per la 2 giorni, 10 una giornata, riduzioni per gli universitari e ricavato interamente devoluto all’acquisto di un montascale a cingoli, utile a favorire l’accessibilità allo storico presidio culturale non nuovo ad accogliere raffinatezze musicali. Una due giorni con incursioni musicali di Otello Profazio (Premio Tenco 2016), voluta dall’amministrazione comunale che per l’occasione mette insieme una partnership da condivisione che unisce Università e Fondazione Lilly Funaro. Tutti insieme per la musica d’autore, la creatività che si fa spettacolo e diventa nuova economia.