Rubati 14 anni fa ad Amsterdam e finiti nelle mani della camorra. Due quadri di Vincent Van Gogh, dal valore stimato in 100 milioni di dollari, sono stati ritrovati intatti e avvolti in una tela di cotone, ben nascosti in un casolare di Castellammare di Stabia. A recuperarli sono stati gli uomini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, impegnati in un’indagine sul narcotraffico di cocaina contro il clan degli Amato-Pagano, alleato di organizzazioni internazionali.

La spiaggia di Scheveningen durante un temporale“, dell’agosto del 1882, e “Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen” erano spariti dal Van Gogh Museuum di Amsterdam insieme ad altri dipinti. Sono stati scoperti nell’abitazione di Raffaele Imperiale, arrestato a gennaio scorso e accusato di essere un narcotrafficante. Per il successo dell’operazione “Vincent” sono state decisive le dichiarazioni di Mario Cerrone, finito in manette assieme a Imperiale. Dopo il recupero, dall’Olanda è stato inviato un perito del Museo di Amsterdam che ne ha attestato l’autenticità e le buone condizioni. Ora resta da capire come dall’Olanda siano finiti a casa di un presunto trafficante. 

Anche l’Fbi aveva inserito le opere tra i ‘Top ten art crimes’. “Una, quella della chiesa di Nuenen – ha spiegato a Napoli in conferenza stampa Axel Ruger, direttore del museo Van Gogh – è unica nel suo genere ed ha un particolare valore simbolico – affettivo perché il pastore di quella chiesa era il papà di Van Gogh. La spiaggia di Scheveningen invece, viene ritratta in un altro dipinto custodito nel museo di New York. Entrambe le tele fanno riferimento ai primi anni di attività dell’artista”. Matteo Renzi ha parlato del ritrovamento con il premier olandese Mark Rutte, prima della cerimonia funebre di Shimon Peres a Gerusalemme. “Grazie alla Guardia di Finanza per il recupero delle opere di Van Gogh. Orgoglioso delle nostre forze dell’ordine #Italia”, ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio.

Era l’alba del 7 dicembre 2002 quando i ladri riuscirono a entrare nel Van Gogh Museuum, a prendere le due tele e ad andare via facendo perdere le loro tracce. Un colpo magistrale. Le indagini scattarono subito dopo la telefonata del guardiano del museo alla centrale di polizia di Amsterdam. Un furto non da poco se si considera il valore dei quadri. Il primo, quello dipinto sul litorale olandese, realizzato anche con la fatica del vento che faceva roteare la sabbia. E il secondo, con un significato affettivo per Van Gogh.

La Polizia si mobilitò con ispettori e agenti. “Avevamo la sensazione che ci fosse la possibilità in quei primi momenti di catturali nell’aria o persino nell’edificio”, disse all’Ansa Remco Gerretsen, portavoce della polizia di Amsterdam. Ma i ladri erano già spariti, agevolati dalla piccola dimensione delle tele (‘La chiesa riformata’ ha un formato di 41 x 32 cm. e ‘Scheveningen’ di 34 x 51 cm.).
Della loro presenza rimasero solo una scala appoggiata ad uno dei muri dell’edificio, una corda pendente, una finestra rotta e poi, a qualche chilometro di distanza, l’auto abbandonata. Nel 2003 furono arrestati due olandesi, poi condannati a quattro anni e mezzo di reclusione: per loro l’accusa di furto ma si sono sempre dichiarati innocenti.

“Si tratta di opere catalogate, inventariate, notissime, difficile pensare ad un’asta al miglior offerente. Più probabile che la destinazione finale sia una collezione privata“. Così nel 2002 il colonnello Ugo Zottin, comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri, annunciava l’attivazione del suo gruppo sulle tracce delle due tele di Van Gogh. “Abbiamo diffuso in banca dati le descrizioni di dettaglio e le fotografie relative ai dipinti rubati. Il valore di simili opere è incalcolabile”, sottolineava allora l’ufficiale.

I due capolavori risalgono agli esordi della carriera di Van Gogh. “La spiaggia di Scheveningen durante un temporale”, dipinto a olio su tela, fu realizzato dopo che il pittore posizionò il suo cavalletto all’aria aperta sul litorale della località nei pressi de L’Aja. Secondo quanto tramandato, si trattava di una giornata particolarmente ventosa, che trascinò i granelli di sabbia della spiaggia nella vernice applicata sulla tela e al cui interno rimasero attaccati. Il quadro descrive le onde agitate del mare, il cielo pieno di nuvole e le bandiere mosse dal vento. “Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen” è del 1884 ed è anche questo dipinto a olio su tela.