Cala la fiducia dei consumatori, aumenta tra le imprese. È la situazione fotografata dall’Istat nel mese di settembre. I dati dell’istituto di statistica attestano la riduzione del tasso di fiducia tra le famiglie per il secondo mese consecutivo: rispetto a 30 giorni fa, l’indice composito è passato da 109,1 a 108,7. Tra le componenti dell’indicatore, quella personale e quella corrente diminuiscono, mentre il clima economico e quello futuro tornano a crescere. I giudizi riguardo la situazione economica del Paese registrano un miglioramento mentre le aspettative si confermano in discesa per il quinto mese consecutivo. Sia le opinioni sull’andamento dei prezzi nei passati 12 mesi sia le attese per i prossimi 12 mesi mostrano un aumento. Migliorano solo le aspettative sulla disoccupazione.

“Un pessimo segnale per l’economia nazionale”, ha commentato il Codacons. “Prosegue la diminuzione della fiducia dei cittadini, che si riflette in modo diretto sui consumi, come attestano gli ultimi dati sulle vendite nel nostro paese – afferma il presidente Carlo Rienzi – La mancanza di aspettative e di ottimismo da parte delle famiglie porta a rimandare gli acquisti e a contenere la domanda, con ripercussioni negative per l’economia”. Secondo Rienzi “il trend al ribasso della fiducia determinerà mesi difficili per il commercio“. Fondato, pertanto, il timore che “di questo passo possano determinarsi ulteriori contrazioni dei consumi durante tutto l’autunno e, se non saranno adottati provvedimenti in grado di rilanciare la spesa, anche i classici consumi natalizi potrebbero risentire del clima di sfiducia delle famiglie”. Nelle stesse ore, un sondaggio di GfK annuncia un calo di fiducia nei consumatori tedeschi previsto per ottobre, mentre quello delle famiglie francesi relativo a settembre si conferma stabile.

Sul fronte delle nostre imprese, l’indice composito registra un aumento da 99,5 a 101: si tratta di un miglioramento diffuso in tutti i settori, a partire dal commercio al dettaglio, che passa da 97,4 a 102. La crescita di fiducia è più accentuato nel comparto delle costruzioni (da 123,5 a 125,3) e dei servizi di mercato (da 102,5 a 103,7), meno in quello manifatturiero (da 101,1 a 101,9), dove i pareri sugli ordini si fanno più positivi ma peggiorano le attese sulla produzione per il secondo mese consecutivo. I giudizi sulle scorte rimangono stabili. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e piani di costruzione sia le aspettative sull’occupazione. Nei servizi aumentano le attese sul livello degli ordini mentre peggiorano i giudizi ad essi relativi; le attese sull’andamento dell’economia in generale rimangono stabili. Nel commercio al dettaglio, infine, migliorano sia i giudizi sulle vendite correnti sia le attese sulle vendite future. Il saldo sulle scorte di magazzino rimane invariato.