Il golf saluta il suo “King“. All’età di 87 anni è morto all’ UPMC Shadyside Hospital di PittsburghArnold Palmer, uno dei più grandi golfisti della storia. Una figura fondamentale, per questa disciplina durante gli anni ’50 e ’60. Anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama con un tweet ha voluto ricordare e rendere omaggio al campione. Alcuni dati aiutano a capire meglio la carriera di Palmer. Sette Major vinti di cui 4 Masters, 1 U.S. Open e 2 British Open. L’unico rimpianto della sua carriera non aver mai vinto il Pga Championship con cui avrebbe completato il Grande Slam personale.

Palmer è stato il primo atleta ad aver “sdoganato” l’immagine del golf a livello mondiale. Oltre ad essere un gran giocatore, di lui si ricorda la classe, il ciuffo biondo e la sigaretta che fumava tra un colpo e l’altro. “The King”, il soprannome che gli è stato dato per i suoi successi, è stato il primo a ricevere tre riconoscimenti civili degli Stati Uniti: la Presidential Medal of Freedom, la Medaglia d’Oro del Congresso e il Premio Nazionale dello Sport. Palmer poi è stato il primo atleta a sfondare il tetto del milione di dollari in una sola stagione. Fuori dal campo è diventata anche un’icona commerciale. Sopra gli scaffali dei supermercati compariva l’ “Arnold Palmer” una bevanda a base di di tè freddo e limonata.

L’annuncio della morte è stato dato da Alastair Johnson, Ceo della Arnold Palmer enterprises, la società che il golfista aveva fondato a favore dello sport e dell’impegno filantropico. Tiger Woods ha twittato: ” Grazie Arnold per la tua amicizia, i consigli e un sacco di risate. La tua filantropia e umiltà  sono parte della tua leggenda”. Jack Nicklaus, grande rivale di Palmer, ha scritto: “Arnold ha fatto al golf un’iniezione di ricostituente quando questo sport ne aveva più bisogno”.