Il giorno dopo l’intervento di Beppe Grillo alla kermesse Italia 5 stelle, in cui ha annunciato di aver ripreso in mano le redini del Movimento, rinunciando, almeno per ora, al passo di lato, gli attivisti tirano un sospiro di sollievo. “E’ tornato? Sono felice, ci vuole qualcuno che tiene la barra dritta“, dice Elisabetta Maccarini, candidata a Monfalcone. “Al passo di lato non ci ha creduto fino in fondo nemmeno lui”, rispondono due militanti. Luigi Di Maio, sotto accusa nei giorni scorsi per i silenzi sulla vicenda dell’assessore Paola Muraro, è perdonato. “Ha commesso una leggerezza. Non mi ricordo un politico, in 60 anni che abbia chiesto scusa come lui”. I dubbi sul Direttorio e sulla possibilità di allargarlo o di depotenziarlo però rimangono. Andrebbe ridimensionato? “Io sono uno di quelli che appena creato il direttorio si è lamentato – ammette Alessio Villarosa, deputato 5 stelle – ma sono convinto che ci sia bisogno di figure che ruotino per un periodo di tempo determinato, e con dei ruoli precisi. Il numero non è importante, importante è che siano delle persone che hanno capacità di gestione”. Per Roberto Fico, deputato e componente del direttorio, invece “bisogna riuscire a incontrarsi sul territorio con meno selfie e fotografie, e togliendosi una vippaggine inutile” che appartiene ad altra politica  di Martina Castigliani, video di Giulia Zaccariello