Assolto perché “il fatto non sussiste”. Con questa motivazione la Corte d’Assise di Pisa ha assolto Jalal El Hanaoui, il 26enne di origini marocchine residente a Ponsacco, accusato di istigazione al Jihad attraverso facebook. La corte ha inoltre disposto l’immediata liberazione del ragazzo, che si trovava agli arresti domiciliari.

“È finito un incubo – ha immediatamente esultato El Hanaoui – perché se mi avessero condannato per una cosa che non ho mai fatto sarei impazzito. Da questa vicenda ho imparato che la giustizia italiana prima ti tiene un anno in carcere e poi ti assolve, ma anche che alcune cose non le rifarei anche se non ho mai pensato di avere commesso crimini”. Il pm Angela Pietroiusti, che aveva chiesto la condanna a 8 anni di carcere, dopo la sentenza ha preannunciato che ricorrerà in appello. L’avvocato difensore Tiziana Meucci, che aveva chiesto l’assoluzione, ha accolto con sollievo il verdetto: “La sentenza di oggi non è un atto di fede o di coraggio ma un atto di giustizia ed è il motivo per cui io faccio l’avvocato. Condannare il ragazzo – ha proseguito il legale –  avrebbe significato vietare la libertà di pensiero e di opinione: i suoi post possono essere discutibili ma non sono un reato”. Il pronunciamento della corte è arrivato in serata. La lunga giornata al palazzo di giustizia era cominciata stamani con un falso allarme bomba.

Nato a Souk Sebt, in Marocco, e arrivato a Ponsacco per un ricongiungimento familiare quando aveva 8 anni, El Hanaoui era stato arrestato dalla Digos della Questura di Pisa, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Firenze. Ad allertare gli inquirenti erano stati alcuni post pubblicati sul profilo Facebook del ragazzo; in alcuni di questi, in particolare, comparivano foto di celebri monumenti occidentali. Dalla Statua della Libertà alla Torre di Pisa, fino alla cattedrale di San Basilio a Mosca: messaggi che erano sembrati alludere ad eventuali obiettivi da colpire. Poco più di un mese dopo, nello stesso capoluogo toscano era stato arrestato, e successivamente espulso dal territorio nazionale, Bilel Chihaoui, 26enne tunisino che secondo la nostra intelligence progettava di colpire con un attentato la torre pendente o l’Aeroporto pisano. Anche il quel caso sotto la lente degli inquirenti era finito il profilo facebook del giovane.