Due piccoli palchi tematici per le agorà e poi quello centrale, il “palco istituzionale”, come lo chiamano gli organizzatori: sullo sfondo il Foro Italico di Palermo, un’infinita passeggiata verso il porto a pochi metri dal mare. Sarà questa la scenografia di Italia 5 Stelle, la festa nazionale che i grillini hanno deciso di organizzare in Sicilia. Una decisione, quella di optare per l’isola come sede della loro reunion, che non è casuale e che Giancarlo Cancelleri, leader dei pentastellati siciliani, bolla senza giri di parole come “una scelta politica”. È alle regionali siciliane del 2012, infatti, che il Movimento ha fatto registrare il primo exploit nazionale ed è sempre sull’isola che alle politiche del 2013 i pentastellati si sono affermati come il primo partito al Senato. Adesso, però, ci sono altri due cruciali appuntamenti che andranno in onda nel 2017: a maggio le comunali a Palermo e ad ottobre – salvo ribaltoni – le regionali. Nel primo caso il sindaco uscente Leoluca Orlando parte con i favori del pronostico, soprattutto se – come si ipotizza da più parti – il Pd rinuncerà a puntare tutto su un suo candidato forte, nell’ottica di un accordo più ampio per la successione di Rosario Crocetta. Al netto delle immancabili alchimie che animano gli altri schieramenti, però, è un fatto che ad oggi un candidato pentastellato per le comunali ancora non c’è: in un primo momento, i 5 Stelle avevano pensato di sfruttare il palco del Foro Italico per presentare al pubblico lo sfidante di Orlando. Poi, però, si è deciso di rinviare le comunarie – cioè le votazioni online tra gli attivisti M5s per scegliere il loro candidato sindaco – ai giorni successivi alla festa nazionale. E pazienza se in questo modo si brucia un’occasione importante per lanciare l’aspirante primo cittadino di Palermo, individuato tra i 122 che hanno inviato il proprio curriculum.

Discorso completamente diverso invece per la poltrona attualmente occupata da Crocetta: i grillini, infatti, sanno bene che la Sicilia può essere la prima regione a 5 Stelle del Paese. “I più grandi cambiamenti dell’Italia sono sempre partiti dalla Sicilia: credo che l’anno prossimo sarà un anno cruciale per il Paese perché se vinceremo le elezioni regionali in Sicilia, potremmo vincere nel 2018 le elezioni politiche e mandare a casa Renzi una volta per tutte”, aveva detto pochi giorni fa da Catania, Luigi Di Maio. Gli fa eco Cancelleri, che definisce la festa di Palermo come “un’Opa su Palazzo d’Orleans”. “Ormai – spiega – siamo maturi per governare soprattutto in Sicilia dove per quattro anni abbiamo fatto opposizione in un organismo complesso come l’Assemblea regionale siciliana”. E a questo che serve il “palco istituzionale”: da lì parleranno sindaci ed europarlamentari, deputati nazionali e regionali. Sono i “grillini di governo”, le facce meno barricadere dei 5 Stelle, che proprio in Sicilia amministrano 8 comuni (altro record nazionale): saranno loro a dover convincere il recalcitrante elettorato isolano che il Movimento è ormai una forza maggioritaria, pronta ad amministrare una regione grande e difficile come la Sicilia. “Dopo le comunali a Palermo, inizieremo subito a lavorare per le regionali, sempre che si tengano ad ottobre e non prima”, assicura Cancelleri, fino ad oggi unico vero pretendente tra i pentastellati alla poltrona di governatore, ruolo che aveva già incarnato 4 anni fa, arrivando terzo dopo lo stesso Crocetta e Nello Musumeci. “Io spero che ci sia qualche altro candidato: non avrebbe senso correre da solo”, dice il diretto interessato. Per la verità, nei giorni scorsi la stampa locale aveva individuato nell’europarlamentare Ignazio Corrao, il siciliano più vicino ad Alessandro Di Battista, un possibile sfidante di Cancelleri, indicato invece come “uomo” di Di Maio. Problema: i due grillini siculi sono amici di vecchia data. E infatti il retroscena si è sgonfiato nel giro di poche ore. “Io contro Giancarlo? Faccio e continuerò a fare l’europarlamentare, lo sosterrò sicuramente alle regionali”, assicura Corrao, mentre Cancelleri prova a sorridere: “Parlano di noi come fossimo la vecchia di Dc: questa storia delle correnti interne in Sicilia non esiste”. Già, in Sicilia.

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