Almeno 500 milioni di account Yahoo sono stati rubati nel 2014, dalla società è arrivata la conferma ufficiale. Ma a preoccupare l’intellingence Usa arriva un’altra notizia: contestualmente in rete è spuntato il passaporto di Michelle Obama. Anche quello sarebbe finito nelle mani degli hacker, ma per altre vie. Sempre di pirati informati si tratta, ma in questo caso avrebbero violato l’account Gmail di un collaboratore dell’amministrazione americana, Ian Mellul. Di certo le mail inviate da Mellul ad amici, colleghi e professori, sono state diffuse attraverso Dc Leaks, lo stesso sito in cui la settimana scorsa era stata rivelata la corrispondenza dell’ex segretario di Stato Colin Powell. La Casa Bianca non ha commentato ma fa sapere che prende molto sul serio la questione. Dietro la nuova irruzione vi sarebbero gli stessi pirati informatici ritenuti collegati ai servizi russi che la scorsa settimana aveva diffuso la mail in cui l’ex segretario di Stato Colin Powell definisce Trump “una disgrazia nazionale”

E tiene banco anche l’hackeraggio di Yahoo che si annuncia come la più grande azione di trafugamento di dati della storia. A confermarla è stato lo stesso colosso californiano dei servizi online, che spiega come il furto di informazioni causato dal cyberattacco includa nomi, indirizzi email, numeri di telefono, data di nascita e password degli utenti. La “massiccia violazione di dati” – “la più grande mai avvenuta” secondo il crittografo Bruce Schneier – secondo Yahoo è stata compiuta da quelli che appaiono con ogni probabilità hacker “sponsorizzati da Stati” stranieri.

Le indiscrezioni sulla falla nel sistema di Yahoo erano state diffuse inizialmente dal portale di web-informazione Recode, ma l’azienda aveva dichiarato già nell’estate scorsa che erano in corso delle indagini interne su una possibile violazione dei dati, dopo che un hacker noto con l’appellativo “Peace” aveva rivendicato di esser entrato in possesso degli account di 200 milioni di utenti e di esser pronto a venderli online. Ora l’entità del danno si rivela ancora maggiore: mezzo miliardo di account violati. “Stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità”, ammette ora Yahoo, precisando che tra le informazioni rubate non vi sarebbero carte per il pagamento o informazioni bancarie.

La notizia potrebbe avere – sempre secondo le informazioni pervenute a Recode – importanti ripercussioni sulla imminente vendita del core business del colosso californiano – proprio quello oggetto dell’hackeraggio – all’azienda di telecomunicazioni Verizon. Un’operazione del valore di 4,8 miliardi di dollari. Le responsabilità di Yahoo in questo violazione subita potrebbero rivelarsi consistenti: e questo, conclude Recode, creerebbe degli inconfessati malumori nei nuovi proprietari.

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