In Russia si sono concluse le elezioni per rinnovare la Duma, la camera bassa del Parlamento. Il partito di Vladimir Putin, Russia Unita, ha ottenuto il 54,21% dei gradimenti. Al secondo posto i Comunisti con il 13,54% e al terzo i liberaldemocratici con il 13,28%. L’affluenza al voto legislativo è stata bassa come riporta l’agenzia di stampa russa, Interfax, con una percentuale del 47,84%. I partiti di opposizione extraparlamentare non hanno superato la soglia di sbarramento del 5% né quella del 3% che dà accesso al finanziamento pubblico. Rispetto alla media nazionale da segnalare l’enorme affluenza negli ospedali psichiatrici, nelle case di cura per i malati di mente e nelle carceri con una percentuale dell’80%. A Mosca hanno votato appena il 28,62% degli aventi diritto. Stesso discorso per San Pietroburgo con una percentuale del 25,6%.

Vladimir Putin, dalla sede del partito, ha poi commentato il risultato delle elezioni: “La gente si fida di noi per il bene del Paese e ha capito che le promesse non costano nulla. Davanti a noi abbiamo delle sfide da affrontare, problemi da risolvere”. “Si tratta di un risultato buono. L’affluenza non è stata alta, ma comunque positiva” ha poi concluso il leader del partito.

“Il risultato è buono, il nostro partito avrà la maggioranza assoluta, e quanto sarà ampia questa maggioranza sarà deciso in seguito al conteggio dei voti” ha dichiarato il premier russo, Dmitri Medvedev. La presidente della Commissione Elettorale russa, Ella Pamfilova, ex garante per i diritti umani, ha sottolineato come “tutte le elezioni sono da considerarsi valide in tutti i collegi uninominali. “Le elezioni non sono illegittime ma non sono nemmeno immacolate” ha poi precisato la Pamfilova. Sono state registrate  durante la giornata diverse irregolarità, sia a Mosca che nelle regioni. Le denunce di brogli sono state segnalate sia dai partiti di opposizione tra cui Yabloko, Parnas ma anche dai Comunisti – che da ONG come Golos, impegnate da anni a combattere le violazioni nei seggi. Ghennadi Ziuganov, leader del partito comunista russo, ha definito invece una “menzogna” la vittoria di Putin alle elezioni legislative.

Il voto prevedeva il rinnovamento di tutti  i 450 seggi della Duma. I nuovi deputati resteranno in carica cinque anni. Si applicherà un sistema elettorale misto, una novità rispetto alle elezioni parlamentari del 2011. Anche in quella occasione Russia Unita si impose come primo partito con un gradimento del 49%.