Negli ultimi mesi ha giocato il tennis più bello, si è preso l’oro alle Olimpiadi, eppure agli US Open, Andy Murray, è scomparso dai radar. Fatto fuori in cinque set da Kei Nishikori, giapponese dal servizio non irresistibile e dal dritto a volte maldestro ma rapido e dal tennis vario. Abbastanza da stordire lo scozzese, apparso nervoso e spaesato nella seconda parte del quarto di finale più combattuto. Cade così uno dei protagonisti più attesi di Flushing Meadows, mentre non tradiscono le aspettative Serena Williams e Stan Wawrinka, così come Karolina Pliskova che stritola Ana Konjuh. Ora il quadro dei migliori otto sul cemento americano è completo, ma la lotta per il titolo si preannuncia agguerrita e senza favoriti assoluti, anche se Djokovic – avvantaggiato da un cammino morbido fin a questo momento – parte un metro davanti agli altri tra gli uomini; mentre in campo femminile, Williams e Kerber se le daranno di santa ragione perché in palio c’è anche il possibile sorpasso in testa al ranking mondiale.

Murray sorpreso – Veniva da 26 vittorie nelle ultime 27 partite, ma si è fermato sul più bello. Dopo quattro ore di gioco, Andy Murray si è inchinato al quinto set a Nishikori, che a New York aveva già vissuto un momento di gloria nel 2014 quando arrivò a giocarsi la finale contro Cilic. Eppure contro lo scozzese era iniziata malissimo: 6-1 subito nel primo set e sotto di un break nel secondo. Poi l’interruzione per pioggia e la rimonta. Con Murray pronto però ad imporsi 6-4 nel terzo parziale. Tutto fatto? Macché. Una chiamata del giudice di sedia viene vissuta come uno psicodramma dallo scozzese all’inizio del quarto. Si scompone, Nishikori ne approfitta e vince 6-1 trascinando la partita al quinto, duro e spettacolare. La spunta il giapponese per 7-5 aggiornando il conteggio dei match vinti contro i Top 10 a New York. Quello contro Murray è stato il suo quinto successo su altrettanti incontri.

Wawrinka avanti senza guizzi – Soffre ma vince il primo, concede il secondo, poi strapazza Juan Martin Del Potro, acclamato dal pubblico statunitense ma stremato fisicamente. Così Stan Wawrinka  (7-6, 4-6, 6-3, 6-2) vola in semifinale a discapito dell’argentino, entrato in tabellone grazie a una wild card. Il momento cruciale è il primo set, perché Del Potro lo perde dopo aver avuto un break di vantaggio allungando una partita che, viste le condizioni, avrebbe dovuto chiudere nel minor tempo possibile. Invece, subito in vantaggio, lo svizzero ha dovuto solo controllare nel terzo e quarto parziale, senza particolari guizzi, per guadagnarsi la sfida a Nishikori in semifinale. Sulla carta avrebbe dovuto sfidare Murray, troverà invece il giapponese: match aperto che promette spettacolo.

Serena dice 33 – La Williams si regala la semifinale numero 33 di uno Slam, la quarta nel 2016 e l’ottava nelle ultime due stagioni. Impressionante la regolarità di Serena, nonostante un’annata partita maluccio che a Rio ha conosciuto un altro momento “no”. La numero 1 al mondo – insidiata dalla Kerber – concede un set a Simona Halep, ma non le lascia scampo nel terzo. Perché nei momenti cruciali l’americana si appoggia al servizio e inizia a comandare il gioco, costringendo la romena a giocare sulla difensiva. In semifinale affronterà Karolina Pliskova, una che prima di questi US Open le semifinali di uno Slam le aveva viste solo in tv.