Guardiana feroce di un campo di sterminio nazista e informatrice della Cia. Il ritratto essenziale di “Brygida la sanguinaria” sta in questa apparente contraddizione. La storia, finora sconosciuta, di Hildegard Lächter, viene ricostruita dal settimanale tedesco Der Spiegel, ed è una storia che proietta nuove, inquietanti ombre sui servizi segreti occidentali nel Dopoguerra.

Era una delle “belve” del campo di Majdanek, nella Polonia orientale, allora occupata dai nazisti. Ed era una delle più feroci: “picchiava bambini sui camion che li portavano alle camere a gas, gettava prigionieri in una fossa-latrina fino a farli affogare nelle feci”. Una guardiana “particolarmente cattiva”, la definisce lo Spiegel.

Al termine delle guerra, Hildegard Lächter fu condannata a scontare una pena detentiva in Polonia per crimini nazisti, prima di essere espulsa dal Paese nel 1956. Il suo passato, però, non costituì un problema per la Cia e per il Bnd, i servizi segreti della Germania Ovest, che in varie occasioni si servirono di lei. L’intelligence americana, in particolare, era interessata a informazioni “su un fuoriuscito dai servizi segreti polacchi che lei aveva conosciuto durante la detenzione”.

Lächter fu una degli imputati principali del processo di Majdanek che si svolse dal 1975 al 1981, uno dei più grandi nei confronti di ex nazisti: l’accusa per lei fu di complicità nell’uccisione di quasi 1.200 persone. “Cia e Bnd all’epoca sapevano con chi si stavano mettendo”, afferma il settimanale tedesco. La donna però parlava troppo dei suoi contatti con la Cia, creando problemi. Anche i servizi tedeschi, dopo una prima “impressione molto buona”, decisero di mollarla.

Quella di Hildegard Lächter è una vicenda dal notevole valore storiografico: se infatti era noto che, nei decenni della Guerra Fredda, la Cia non aveva esitato a servirsi di ex gerarchi nazisti, mai prima d’ora si erano trovate le prove che ad essere arruolate dai servizi segreti delle forze Nato fossero state anche le donne. Dopo il generale Reinhard Gehlen, coinvolto peraltro nell’attentato ai danni di Adolf Hitler nel 1944, dopo Otto Skorzeny, il regista dell’Operazione Quercia che portò alla rocambolesca liberazione di Benito Mussolini dalla sua detenzione a Campo Imperatore, dunque, ora anche “Brygida la sanguinaria” entra nel novero dei gerarchi del Terzo Reich protetti e reclutati dalle intelligence occidentali.

Aggiornato da redazione web alle 18.50 del 6 settembre 2016