I funerali a Rieti e non ad Amatrice. La decisione della prefettura fa esplodere la protesta dei familiari sfollati nei campi e nelle tendopoli della Protezione Civile. E deve intervenire addirittura il presidente del consiglio per sovvertire la scelta del prefetto che ha praticamente infiammato la città rasa al suolo dal terremoto dello scorso 24 agosto. Tutta colpa del maltempo previsto per domani e le relative difficoltà per raggiungere Amatrice. È per questo motivo che il prefetto Valter Crudo aveva spostato le esequie all’aeroporto militare del capoluogo di provincia alle ore 18 di domani, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dello stesso Renzi.

Una scelta che ha infiammato gli amatriciani. “Noi a Rieti non ci andiamo. Deve venire Rieti da noi, non andare noi da loro” dicono gli abitanti del centro reatino. In testa c’è il sindaco Sergio Pirozzi. “Il cuore viene prima della legge e delle norme – dice – Avevo proposto di spostare i funerali di qualche giorno. Finora nessuno si è lamentato, è stato un popolo dignitoso e orgoglioso, mentre ora queste persone sono costrette ad andare via per salutare la propria gente. Questa doveva essere una cosa nostra e della nostra gente. E’ un momento di raccoglimento della comunità amatriciana. Io in prefettura ho fatto presente la mia totale avversità, di più cosa posso fare?”. 

La protesta ha coinvolto anche il prete di Amatrice, don Fabio: “Io a Rieti non vado. Celebrerò qui, a Rieti non dobbiamo andare”. La rabbia degli amatriciani si è rivolta in particolare nei confronti dei funzionari della Protezione Civile che hanno comunicato la notizia. “Una decisione dolorosa anche per noi”, hanno detto alla gente. E poco importa se per consentire a tutti di assistere ai funerali erano state organizzate navette e montati maxischermi nella tendopoli allestita al campo sportivo. “Ma noi il funerale alla tv non lo vediamo, vogliamo salutare i nostri familiari, con il giusto onore, nella loro terra”.

Una protesta senza quartiere quella degli abitanti di Amatrice. Dopo qualche ora, dunque, ecco che sulla questione è intervenuto direttamente il premier. “I funerali delle vittime del terremoto si terranno ad Amatrice come chiedono il sindaco e la comunità locale. E come è giusto!”, scrive Renzi su twitter, spegnendo ogni polemica. Poco dopo, arriva la conferma del primo cittadino Pirozzi: “Ho riparlato con Renzi, i funerali saranno domani alle 18 qui ad Amatrice”.  E infatti, poco dopo, ecco che le 78 salme, già state portate a Rieti proprio per le esequie, sono state trasferite nuovamente ad Amatrice. Altre 74 salme, invece, sono state già riconsegnate alle famiglie che hanno richiesto il nulla osta di sepoltura e la possibilità di celebrare funzioni religiose private.

Nel frattempo il numero delle vittime è salito a 292, dopo che sono estratti due corpi senza vita durante la giornata di oggi. Ad Amatrice i morti sono stati 231, 11 ad Accumoli e 50 ad Arcuata. Gli assistiti nelle tende sono circa 2900, mentre sui dispersi la Protezione civile non dà cifre e si resta ai 10 indicati dal sindaco di Amatrice. Tra la notte e il pomeriggio sono stati estratti i corpi di due donne, la prima delle quali si trovava sotto 4 metri di macerie (era ospite in una stanza al primo piano dell’albergo). Accanto alla seconda donna c’era un cane. I pompieri stanno ora lavorando per cercare di recuperare il terzo corpo, già individuato.

Sul fronte giudiziario, intanto, la Procura di Rieti valuterà l’apertura di un fascicolo di indagine sull’uso di fondi pubblici destinati ala messa in sicurezza e a norma degli edifici crollati. A questo proposito nei prossimi giorni verrà acquisita tutta la documentazione relativa alle strutture distrutte che verranno poste sotto sequestro. Nel filone principale la Procura procede per disastro colposo e omicidio colposo. “Nel fascicolo al momento ci sono solo i nulla osta per il seppellimento delle vittime”, ha detto il procuratore di Rieti.

Nelle zone terremotate in mattinata è passato anche il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano, che ha incontrato il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e la responsabile del centro di coordinamento dei soccorsi Titti Postiglione. Le forze armate sono state impegnate nei soccorsi e in particolare con il Genio dell’esercito si stanno occupando tra l’altro di riparare il Ponte Tre Occhi, strada di accesso fondamentale per Amatrice. Ci vorranno alcuni giorni al Genio dell’esercito per ripristinare la via d’accesso cruciale ad Amatrice. Il generale Graziano ha aggiunto che i lavori per il by-pass del ponte Tre Occhi danneggiato dal sisma si dovrebbero concludere entro giovedì. Per il Ponte Tre Occhi di Amatrice il Genio militare sta realizzando un by-pass, un passaggio provvisorio a poca distanza dalla struttura inagibile a causa del terremoto. Si tratta di prefabbricati di calcestruzzo che attraversano il corso d’acqua senza ostruire la corrente. In pochi giorni permetteranno di ripristinare la viabilità in quel punto d’accesso alla cittadina colpita dal sisma. Per il Ponte Rosa, invece, altra via di ingresso ad Amatrice, il Genio ha scelto la soluzione di installare un ponte militare di metallo.

Le scosse nella zona si susseguono a 5 giorni dal terremoto che ha distrutto i paesi di Marche e Lazio. La scossa più forte di oggi si è registrata alle 8,20 con un sisma di magnitudo 3.6, a pochi chilometri da Accumoli. A partire dalle 18 di ieri la rete sismica nazionale dell’Ingv ha registrato 3 eventi di magnitudo superiore a 3, di cui 2 nella provincia di Rieti e 1 in quella di Ascoli Piceno. A partire dal sisma di magnitudo 6 del 24 agosto sono stati registrati in tutto 2280 eventi: 125 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4, 12 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 ed uno di magnitudo maggiore di 5 (quello di magnitudo 5.4 avvenuto il 24 agosto con alle 04:33 nella zona di Norcia, Perugia).