Un uomo ricercato per terrorismo e classificato dalle autorità locali come “pericoloso” è stato arrestato in Tunisia mentre era in procinto di imbarcarsi clandestinamente per raggiungere l’Italia. E’ successo alle isole Kerkennah, 120 km da Lampedusa: gli uomini della Guardia nazionale di Sfax lo hanno riconosciuto, anche se era in possesso di documenti falsi. Altre 5 persone, tra le quali un ex agente delle forze dell’ordine, tra i 23 e 33 anni, sono state arrestate mentre cercavano di imbarcarsi. Questo tipo di operazioni è previsto dall’accordo bilaterale tra Italia e Tunisia sul contrasto all’immigrazione clandestina dell’aprile 2011 e viene condotto periodicamente dalle autorità di polizia e controllo delle frontiere.

La notizia è arrivata dopo che martedì l’Isis ha diffuso un appello a “colpire i miscredenti” negli Usa e in Europa, con un primo riferimento diretto all’Italia. Il timore, evocato dalle polizie di tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, è che sui barconi di disperati possano infiltrarsi jihadisti o criminali. Un rischio che il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, non ha mai escluso. E che è stato recentemente rilanciato dal presidente del Copasir Giacomo Stucchi, che ha ammonito che con Sirte libera dall’Isis “lo scenario è completamente cambiato e cresce oggettivamente il rischio che dei miliziani possano fuggire in Europa anche via mare”.

La maggior parte delle partenze illegali verso l’Italia avviene infatti ormai dal territorio libico dove, considerata la situazione in cui versa il Paese, pochissimi o inesistenti sono i controlli. Per quanto riguarda invece la Tunisia, dopo il boom di 22.000 immigrati clandestini arrivati in Italia nel 2011 si è passati ai 605 del 2014, con una tendenza alla ripresa delle partenze negli ultimi due anni, che va di pari passo con il peggiorare della crisi economica che attanaglia il Paese.