Uccisero 560 persone in poche ore. Soprattutto donne, vecchi e bambini (leggi). Qualche ragazza incinta venne sventrata con i coltelli. Alcuni neonati vennero lanciati in aria e colpiti dagli spari come si fa al tiro al volo. Altri vennero infilzati con le baionette. Diedero fuoco a cadaveri e case (leggi). L’odore della carne bruciata avvolse tutto. Non ebbero pietà neppure per il prete. In pochi si salvarono (leggi). L’ultimo atto di quell’eccidio venne compiuto nella piazzetta davanti alla casa di Dio, che chissà dov’era quel giorno. Di sicuro non a Sant’Anna di Stazzema. Era il 12 agosto del 1944. Gli autori di quella carneficina facevano parte dei reparti di élite delle Ss. A fargli strada fino al paesino della Versilia furono i fascisti locali. I nazisti volevano dare la caccia ai partigiani: furono in grado solo di ammazzare innocenti colti di sorpresa. Fu una delle più terribili stragi compiute durante l’a ritirata nazista.

Oggi ricorre il 72esimo anniversario. “Il mio commosso pensiero va alle tante vittime di uno dei più barbari e crudeli episodi consumati contro nostri concittadini inermi durante il secondo conflitto mondiale – scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel messaggio inviato al sindaco di Stazzema, Maurizio Verona – La memoria di quel tragico evento – che appartiene alla coscienza collettiva della nostra Repubblica – deve vederci tutti impegnati in un’opera di costante rafforzamento delle riconquistate libertà democratiche, nel segno di una piena affermazione dei valori della pacifica convivenza e della dignità della persona. Pace e libertà sono ideali per i quali dobbiamo instancabilmente continuare a lottare”.

“Le cerimonie commemorative, come l’odierna di Sant’Anna di Stazzema, propongono, in particolare alle giovani generazioni, gli strumenti per conoscere e comprendere le ragioni che ispirarono le scelte dei coraggiosi che si sono impegnati nella Resistenza e nella lotta di Liberazione per restituire all’Italia la coscienza di essere comunità e riconquistare l’Unità nazionale”, scrive ancora il capo dello Stato. “Da quella stagione di rinascita civile l’Italia trasse la forza necessaria per dar vita ad un ordinamento fondato sulla democrazia e la giustizia sociale e sull’attivo sostegno alle organizzazioni internazionali e sovrannazionali rivolte ad assicurare la pace e la giustizia tra le nazioni”.

La cerimonia di commemorazione si è aperta con la deposizione delle corone in ricordo dei Martiri di Sant’Anna presso la cappellina in memoria di Anna Pardini e successivamente è proseguita sulla piazza della chiesa con la celebrazione della messa sul sagrato della chiesa officiata dall’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto. A seguire, il corteo lungo la Via Crucis per arrivare al Monumento Ossario dove è stata deposta una corona di alloro: presente, tra gli altri, il console generale italiano a Nizza Serena Lippi. A rappresentare il governo, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri.

A distanza di 72 anni, Sant’Anna ha perso ogni speranza di vedere a processo in Germania Gerhard Sommer (leggi), 94 anni, l’ultimo ancora in vita dei 10 ex ufficiali SS condannati in Italia, e mai estradati, per la strage. A maggio del 2015 la Procura di Amburgo aveva archiviato le indagini perché l’indagato non era in condizione di affrontare il processo (leggi).