Oltre alla carenza di infrastrutture e in alcuni casi, come quello dell’Italia, di incentivi da parte dello Stato, è notorio che uno degli ostacoli maggiori alla diffusione delle auto elettriche sia l’alto costo del pacchetto batterie. Come pure, in particolare, la loro scarsa autonomia.

Pare tuttavia che a questo ultimo inconveniente si possa ovviare, grazie alla ricerca scientifica. La notizia viene in particolare dalla Germania, dove un gruppo di ricercatori dell’istituto Helmholtz-Zentrum Berlin fur Materialien und Energie (HZB) di Berlino ha pubblicato uno studio sulla rivista Acs Nano che riguarda il silicio.

Nella ricerca si sostiene la tesi che sostituendo la grafite che si trova all’interno delle batterie agli ioni di litio proprio con il silicio la loro autonomia aumenterebbe di sei volte. Questo perché gli elettrodi in silicio possono assorbire e conservare enormi quantità di litio. C’è tuttavia una controindicazione: la migrazione degli ioni distruggerebbe la struttura cristallina del silicio, il che ne triplicherebbe il volume creando oltretutto diverse sollecitazioni meccaniche.

Ora, secondo gli scienziati berlinesi per ovviare a tutto ciò basterebbe diminuire lo spessore delle pellicole in silicio, fino a 20 nanometri. In questo modo, si otterrebbero batterie con una capacità teorica di 2.300 mAh/g, contro i 372 mAh/g attuali. In pratica tablet, smartphone e quant’altro, che oggi carichiamo mediamente una volta a giorno, potremmo “dimenticarli” quasi per una settimana. Non così per le auto elettriche del futuro, che di energia ne consumano molta di più, ma almeno l’ansia da autonomia svanirebbe.