Sconti sull’Rc auto sì, ma a discrezione della compagnia. Mentre l’Ivass, authority responsabile della vigilanza sulle assicurazioni, stabilirà solo “criteri e modalità” per la “costruzione della tariffa”. Proprio come Unipol aveva chiesto a gran voce lo scorso novembre. A prevederlo è un emendamento presentato dai relatori del tormentato ddl Concorrenza, arenato da mesi in commissione Industria al Senato, e subito approvato, a due giorni dallo stop dei lavori del Parlamento per la pausa estiva. “Una scelta che la dice lunga sulla presunta “obbligatorietà” dello sconto”, commenta con ilfattoquotidiano.it l’avvocato Marco Bona, specializzato in materia di responsabilità civile e risarcimento danni. Quel che è peggio, secondo Bona le nuove norme sulle scatole nere rischiano anche di avere conseguenze negative sul fronte degli indennizzi per chi resta vittima di un incidente stradale: “Dare pieno valore probatorio a quei dispositivi, come prevede il ddl, renderà impossibile per il danneggiato verificare le prove, comprimendone i diritti“.

L’avvocato: “Compressi i diritti delle vittime di incidenti”

L’emendamento che risponde alle richieste di Unipol – L’emendamento presentato in extremis da Luigi Marino (Ap) e Salvatore Tomaselli (Pd), relatori del ddl, introduce l’obbligo di ridurre le tariffe agli automobilisti che installano sul veicolo la “scatola nera” o un meccanismo elettronico che impedisce di partire se il tasso alcolemico del guidatore è superiore ai limiti di legge. Ma, appunto, prevede contestualmente che l’ammontare dello sconto sia “determinato dall’impresa“, nei limiti stabiliti da un regolamento che l’autorità del settore dovrà emanare entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge. La scelta ricalca puntualmente i desiderata del gruppo guidato da Carlo Cimbri, che durante un’audizione sul disegno di legge aveva chiesto proprio che le nuove disposizioni si limitassero a prevedere l’obbligo di sconto ma “senza prevedere soglie minime, che comprometterebbero l’equilibrio tariffario delle imprese”.

Codacons: “Rischio di aggravi di spesa per la collettività” – Quanto ai costi di installazione dei dispositivi, l’emendamento che ha ricevuto l’ok della commissione stabilisce che siano a carico dell’impresa, così come quelli di disinstallazione, sostituzione e portabilità. Un’accortezza che secondo le associazioni dei consumatori non sarà comunque sufficiente ad evitare la traslazione di quegli oneri a carico degli automobilisti, attraverso “incrementi occulti di tariffe e prezzi e aggravi di spesa per la collettività”, come ipotizza il Codacons. Non a caso l’Ania, la lobby delle compagnie assicurative, ha già messo le mani avanti diffondendo una nota in cui spiega che il ddl è “una occasione mancata per favorire la riduzione dei prezzi dell’Rc auto”. Prospettive preoccupanti, dunque, soprattutto alla luce del fatto che le scatole nere saranno progressivamente montate su tutti i veicoli: un decreto delegato del governo dovrà infatti stabilire “la progressiva estensione dell’utilizzo dei dispositivi elettronici con priorità sui veicoli che svolgono un servizio pubblico o che beneficiano di incentivi pubblici e, successivamente, sui veicoli privati adibiti al trasporto di persone o cose”.

“Le vittime di incidenti, per essere risarcite, dovranno portare prove impossibili da trovare” – “La questione degli sconti è comunque del tutto secondaria rispetto alla compromissione di diversi diritti attribuibile alle nuove disposizioni a discapito dei danneggiati”, sottolinea l’avvocato Bona. “Per quanto riguarda le scatole nere, in particolare, il disegno di legge rischia di incidere negativamente sul diritto dei danneggiati di agire in giudizio e sul diritto di difesa. Infatti si prevede l’inserimento, in seno al Codice delle Assicurazioni Private, dell’art. 145-bis (“Valore probatorio delle cosiddette “scatole nere” e di altri dispositivi elettronici”) in base a cui “le risultanze del dispositivo formano piena prova, nei procedimenti civili, dei fatti a cui esse si riferiscono, salvo che la parte contro la quale sono state prodotte dimostri il mancato funzionamento o la manomissione del predetto dispositivo. Le medesime risultanze sono rese fruibili alle parti”. In pratica, spiega Bona, i danneggiati dovranno far fronte a “un onere probatorio impossibile da soddisfare (la dimostrazione del mancato funzionamento o della manomissione del dispositivo)”. Non solo: “Non si considera che vi sono tutta una serie di casi (per esempio il pedone o un trasportato a bordo di un veicolo di un terzo non famigliare o il titolare di una vettura priva di dispositivo) in cui i danneggiati si troveranno ad agire in giudizio senza disporre di tale prova e quindi rischieranno di dover fronteggiare “prove” inaspettate ed insuperabili. La norma sì dice che le risultanze devono essere “rese fruibili alle parti“, ma non si capisce quando, come e da chi … Non vi sono poi garanzie per il danneggiato che i dati estratti dalla scatola nera siano corretti”.

“Agli automobilisti virtuosi e onesti solo le briciole della pagnotta preparata per le compagnie”

Anche gli sconti per gli automobilisti virtuosi del Sud saranno stabiliti dalle società – Altro tasto dolente per le tasche degli assicurati è quello degli annunciati sconti (“aggiuntivi e significativi”) per gli automobilisti “virtuosi” che vivono nelle province del Sud caratterizzate da tariffe Rc auto in media molto più alte del resto d’Italia perché in quelle zone è più elevato il rischio di truffe ai danni delle compagnie. Coloro che negli ultimi quattro anni non hanno provocato incidenti e hanno installato sull’auto la scatola nera sulla carta avranno diritto a pagare di meno. L’obiettivo iniziale di questa novità, introdotta per la prima volta l’anno scorso da un emendamento congiunto Pd-M5S, era uello di uniformare i costi sul territorio nazionale. Ma anche in questo caso il diavolo è nei dettagli: un ulteriore emendamento dei relatori votato martedì dispone che il regolamento Ivass su criteri e modalità di questo ulteriore sconto debba “definire i parametri oggettivi, tra cui la frequenza dei sinistri e il relativo costo medio, per il calcolo dello sconto aggiuntivo”. I parlamentari M5S Luigi Di Maio e Sergio Puglia, secondo cui “il Pd ha ammazzato la Rc auto equa”, fanno notare che “non essendoci alcuna regolamentazione in Italia per un calcolo oggettivo della frequenza dei sinistri e del relativo costo medio, saranno sempre le compagnie a inventarsi i parametri e le variabili per avere il risultato desiderato, ovviamente a loro vantaggio”. Risultato, secondo i due parlamentari pentastellati, “agli automobilisti virtuosi ed onesti” andranno “solo le briciole della pagnotta grande e calda preparata per le compagnie assicurative. L’ennesima presa in giro a danno di quei tantissimi automobilisti virtuosi, che, a Napoli, in Campania e in gran parte dei territorio del Mezzogiorno, continueranno a pagare cifre iperboliche per l’assicurazione obbligatoria della loro auto”.

Considerato quanto sono larghe le maglie entro cui potranno muoversi le aziende, è tutto da vedere se saranno effettivamente applicate le sanzioni previste per quelle che non rispetteranno “criteri e modalità di determinazione dello sconto”, sanzioni che vengono fissate in un minimo di 10mila euro a un massimo di 80mila.