Migliaia di volontari organizzati in altrettanti comitati che fanno una campagna elettorale porta a porta. Questa è l’unica condizione che assicurerebbe al governo di vincere il referendum costituzionale d’autunno. Parola di Jim Messina, il guru statunitense che guidò la campagna elettorale per la rielezione di Barack Obama alla Casa Bianca. E che nei giorni scorsi – come racconta il Corriere della Sera – si è riunito con lo stato maggiore renziano.

“Questi sono i numeri. E per vincere il referendum dobbiamo fare così, spiegando agli italiani che sarà un momento storico per il futuro del Paese, senza personalizzare sul governo”, ha detto il guru esponendo una dettagliata mappa dell’elettorato italiano. Ad ascoltarlo la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi, il sottosegretario Luca Lotti, il portavoce del premier Filippo Sensi e a Simona Ercolani, consulente di Palazzo Chigi e tra i registi dell’ultima edizione della Leopolda.

Messina è un esperto di big data,  e cioè analisi che individuano abitudini e orientamento politico di clienti (nel caso di indagini commerciali) e cittadini (se invece il committente è un politico), suddivisi a livello geografico e sociale. Un modello che in questo caso serve per capire che tipo di orientamento hanno i vari elettori sull’abolizione del bicameralismo perfetto e sulla riforma elettorale. È per questo motivo che – sempre secondo Messina – per vincere il referendum di ottobre non basterà puntare tutto sulle capacità mediatiche dei leader, ma occorrerà puntare tutto sui comitati. Come dire che il voto sul referendum non può e non deve essere un voto a favore o contro il governo.  Per convincere gli indecisi, la ricetta è affidarsi alla campagna elettorale a tappeto.

Un porta a porta simile alla campagna del 2012, quando Renzi invase le spiagge in vista dello scontro alle primarie (poi perse) con Pierluigi Bersani. Per il porta a porta, però, occorrono le forze: nel dettaglio – secondo il guru statunitense – servono comitati composti da un minimo di 5 a un massimo di 50 volontari. Al Nazareno però sembrano preoccupati: sempre secondo il Corriere, infatti, il Pd è indietro rispetto ai 10 mila comitati pro referendum auspicati dal premier.