Mohamed Lahouaiej Bouhlel, l’uomo che la notte del 14 luglio alla guida di un camion frigo ha sterminato 80 persone sulla promenade Des Anglais di Nizza non aveva niente a che vedere con l’Islam radicale. Almeno secondo i suoi vicini di casa che danno una versione diametralmente opposta a quanto sostenuto dal premier francese Manuel Valls. “Moschea? Macché, andava in discoteca semmai”, spiega una signora all’undicesimo piano del palazzone popolare di periferia a boulevard Massena, dove Bouhlel ha abitato fino alla separazione con la moglie. Confermano invece la sua instabilità psicologica, arrivata fino ad aggredire sua moglie. Ora l’appartamento è vuoto perché la compagna si trova in stato di fermo. Ma i vicini fanno quadrato attorno a lei: “Era una bella tipa e prima della separazione da Mohamed ha avuto due figlie femmine e un maschio”. E tutti, quando si cerca un riferimento fra religione e follia omicida, scuotono la testa: “Non lo abbiamo mai visto fare il Ramadan. Sarà stato pure musulmano, ma non pregava né praticava”  di Lorenzo Galeazzi e Ferruccio Sansa