El Loco ha colpito ancora. Marcelo Bielsa ha comunicato alla Lazio le proprie dimissioni, e quelle di tutto il suo staff, a una sola settimana dal deposito del contratto in Lega e in FIGC. La doccia fredda per il presidente Claudio Lotito è arrivata nella mattina di venerdì 8 luglio, dopo giorni in cui il tecnico argentino aveva più volte rinviato la partenza per Roma, suscitando dubbi più che legittimi sulle sue reali intenzioni. Bielsa era atteso all’ambasciata italiana a Buenos Aires per il ritiro di un visto di lavoro per l’Italia, pronto da giorni e a che questo punto non gli sarà più di alcuna utilità.

La Lazio non ha nascosto la propria incredulità nella nota ufficiale con cui prende atto della decisione dell’ex tecnico dell’Olympique Marsiglia: “Prendiamo atto con stupore delle dimissioni del Sig. Marcelo Bielsa, anche a nome dei suoi collaboratori, in palese violazione degli impegni assunti con i contratti sottoscritti la settimana scorsa e regolarmente depositati presso la Lega e la FIGC con i relativi adempimenti previsti”.

Secondo alcune indiscrezioni, Lotito sarebbe furibondo e starebbe meditando di denunciare il tecnico e il suo staff. Per la panchina è stato richiamato in fretta e furia Simone Inzaghi, già allenatore dei biancocelesti nelle ultime giornate della scorsa stagione, che era però già stato presentato come nuovo allenatore della Salernitana (società di proprietà dello stesso presidente).

Bielsa era stato a lungo corteggiato e inseguito dalla Lazio, affascinata dalla possibilità di portare in Italia un tecnico dall’aura mitica, “il miglior tecnico al mondo” per Pep Guardiola, considerato un filosofo del pallone, maniacale, incoerente e irascibile. Il tecnico aveva a lungo temporeggiato, volendo verificare la presenza di tutte le leggendarie garanzie che lo convincono ad accettare una panchina, tra cui una pressoché totale autonomia nel gestire la rosa. Ma questa volta Bielsa si è superato, la locura è arrivata addirittura prima del loco e non ha forse alcun senso chiedersi perché.