Qualsiasi cosa fosse – una grande sorpresa, una favola di calcio, addirittura un miracolo –, è finita stasera. Al cospetto dei padroni di casa e dello Stade de France, l’Islanda torna la nazionale di falegnami e semidilettanti che era stata per anni prima di Euro 2016 e incassa un passivo pesantissimo. L’ultimo quarto di finale – il più scontato sulla carta ma in fondo il più suggestivo – non dura neanche un tempo: la Francia domina, stravince addirittura 5-2 con una doppietta di Giroud, una rete di Pogba e tutto il reparto d’attacco a segno. È già in viaggio da Parigi a Marsiglia, dove giocherà la semifinale contro la Germania che ha davvero tutte le sembianze di una finale anticipata.

Francia-Islanda è la rivincita dei due uomini più criticati della nazionale ospitante. Olivier Giroud e Paul Pogba, così diversi e così simili in questo Europeo. Il primo brutto anatroccolo di un attacco spumeggiante in cui lui è l’unico senza vero talento. Il secondo fuoriclasse assoluto, chiamato a soli 23 anni a fare già da leader ad una squadra tanto fragile. Entrambi criticati, esclusi, persino fischiati dal proprio pubblico. La colpa di Giroud (che pure aveva segnato al debutto con la Francia, e con quelli di stasera è a quota 10 gol nelle ultime 9 partite da titolare) è non essere Benzema, il campione escluso da Deschamps dopo il caso Valbuena; e nemmeno Gignac, centravanti mediocre, finito a svernare in Messico ma ancora nel cuore dei Francesi, che continuano a tributargli (inspiegabili) ovazioni. La colpa di Pogba, invece, è di essere troppo forte per giocare “solo” bene. Sono stati massacrati dalla stampa, sono finiti anche in panchina in questo Europeo. Ci mettono venti minuti a battere l’Islanda e indirizzare l’ultimo quarto di finale di Euro 2016. Prima uno poi l’altro, in rapida successione.

Si parte forte, infatti, e l’Islanda non si tira indietro. Un errore forse, perché concede ritmo alla Francia che non ne aveva mai trovato fino ad oggi. Poi dopo un torneo tutto tra sogno e realtà emergono subito anche i limiti dei nordici. Basta un lancio dalle retrovie di Umtiti per mandare in porta Giroud: lui parte sul filo del fuorigioco, lascia rimbalzare e incoccia di sinistro fulminando Halldorsson. Già 1-0 dopo neanche un quarto d’ora. La situazione ideale per i padroni di casa, che fanno fatica soprattutto a sbloccare i punteggi. Quella peggiore possibile per gli islandesi. Come contro l’Inghilterra, ma allora Sigurdsson aveva pescato il jolly da rimessa laterale per riacciuffare subito il match. Stavolta il solito schema da touche non sortisce effetti. E allora passano altri 5 minuti e la Francia raddoppia: su calcio d’angolo Pogba stacca altissimo, travolge palla e difensori, manda in delirio lo Stade de France. Poi arriva anche il tris di Payet, e il cucchiaio di Griezmann.

Prima dell’intervallo la Francia ha già sbrigato la pratica. La ripresa è una passerella, buona per vedere altri tre gol (Sightorsson, Giroud, Bjarnason), un miracolo di Lloris e l’ingresso celebrativo del vecchio Gudjohnsen. Già tempo di bilanci e piani per il futuro. La Francia sostituisce i diffidati Giroud e Koscielny e pensa alla Germania, ben altra sfida, da affrontare però sulle ali dell’entusiasmo e sulle certezze dell’ultimo 4-2-3-1, senza Kantè ma con un centrocampista a tutti gli effetti come Sissoko fra i trequartisti. Forse la formula giusta per Didier Deschamps. Anche se contro i tedeschi la difesa transalpina certo non potrà permettersi tutte queste disattenzioni. L’Islanda chiude con un cappotto troppo severo, che ha meritato stasera ma non nel torneo. E comunque non cancella certo tutto quanto fatto fino a qui: torna a casa  dopo aver passato il girone, eliminato addirittura l’Inghilterra agli ottavi, essere entrata nelle migliori otto d’Europa. Resterà probabilmente la più grande impresa nella storia degli Europei. Il suo sogno, però, adesso è finito. Forse è cominciato quello della Francia.
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