È troppo vecchio e non è in grado di affrontare un giudizio e poi non ci sono prove sufficienti perché sia condannato in Germania. Con queste motivazioni la procura di Stoccarda ha archiviato il procedimento a carico di Wilhelm Ernst Kusterer, ex sergente delle SS condannato dalla giustizia italiana per la kusterer 2strage di Marzabotto. Kusterer, 94 anni, era finito al centro delle cronache pochi mesi fa quando il suo Comune di residenza, in cui peraltro era stato consigliere comunale della Spd, gli aveva attribuito una medaglia per meriti civili. Un’onorificenza poi ritirata dopo alcuni mesi e tante polemiche. I pm tedeschi hanno ora archiviato l’inchiesta nei confronti del 94enne, con la motivazione un processo sarebbe “inammissibile a causa della sua perdurante inabilità” a presentarsi in aula, riferisce l’agenzia tedesca Dpa. Inoltre, le indagini iniziate nel 2013 non avrebbero prodotto prove della colpevolezza dell’uomo.

In Italia la condanna all’ergastolo per l’ex sergente era arrivata nel 2008. Dopo una assoluzione in primo grado nel 2007, in appello Kusterer era stato riconosciuto colpevole assieme a una decina di altri imputati di “violenza in concorso con omicidio contro privati nemici, pluriaggravata e continuata”. Sebbene non ci siano prove che egli (insieme agli altri condannati) abbia personalmente commesso oppure ordinato direttamente omicidi, secondo i giudici italiani è certo che Kusterer partecipò come militare rivestito di un grado e come “tutti gli ufficiali e sottufficiali che hanno partecipato all’azione compiuta nella zona di Marzabotto ne conoscevano il carattere di intervento diretto in modo indiscriminato contro la popolazione civile e hanno contribuito, ciascuno per la sua parte, alla realizzazione del crimine”. Né Kusterer né gli altri condannati hanno fatto un giorno di arresti e la Germania non ha mai concesso l’estradizione.

kusterer 3“L’archiviazione di cui oggi apprendiamo l’esistenza non è altro che l’eco di uno schiaffo alla giustizia che la Corte di Karlsruhe aveva già dato nel 2013”, spiega a ilfattoquotidiano.it Andrea Speranzoni, assieme a Manrico Bonetti avvocato di parte civile dei familiari delle vittime di Marzabotto. I giudici di Karlsruhe infatti negarono tre anni fa l’esecuzione della pena decretata in Italia per Kusterer, di fatto vanificando la condanna della Corte d’appello di Roma.

Il processo per i fatti di Marzabotto, voluto fortemente dal procuratore militare Marco De Paolis si era potuto tenere solo dopo la scoperta, nel 1994, del cosiddetto Armadio della vergogna, in cui per decenni erano rimasti nascosti i dettagli delle più efferate stragi nazifasciste avvenute durante l’occupazione tra il 1943 e il 1945. A finire in galera per quei 770 morti del settembre-ottobre 1944 era stato solo Walter Reder, comandante della 16esima divisione SS, arrivata sull’Appennino Bolognese per un’operazione antipartigiana contro la Brigata Stella Rossa della zona. Reder catturato dagli americani alla fine della guerra, fu estradato e processato a Bologna. Condannato nel 1951 passò 34 anni nel carcere militare di Gaeta per poi essere liberato nel 1985 ai tempi del governo Craxi.

kustererL’archiviazione delle inchieste in patria per Kusterer e gli altri condannati per Marzabotto non è un caso isolato. Nel maggio 2015 la procura di Amburgo aveva archiviato le indagini su Gerhard Sommer – imputato per la strage di Sant’Anna di Stazzema – perché non era in condizione di affrontare il processo. Sommer è l’ultimo ancora in vita dei 10 ex ufficiali SS condannati in Italia, e mai estradati, nel processo per l’eccidio in Versilia del 12 agosto 1944, che costò la vita a 560 persone, soprattutto donne e bambini. “Delle 57 condanne all’ergastolo decise dal tribunale militare della Spezia – ha ricordato in una recente intervista al Fatto lo stesso procuratore De Paolis – nessuna è mai stata eseguita in Germania, dove quasi mai sono stati celebrati processi a carico degli ex militari nazisti condannati in Italia per una serie di stragi di civili, avvenute in Toscana e Emilia Romagna nel 1944″.