Valentino Rossi getta alle ortiche l’occasione dell’anno e a fine gara commenta: “Sono stato un somaro”. Jack Miller coglie quella della vita. Nel primo gp di Assen corso di domenica, domina il maltempo. Come il week end del gran premio olandese si allunga, così la gara si sdoppia finendo per mandare gambe all’aria nel momento di migliori condizioni meteo chi aveva dominato sotto il diluvio. Come il Dottore, tra i protagonisti prima della bandiera rossa e in testa subito dopo il secondo start ma scivolato a undici giri dalla fine pochi secondi dopo Petrucci e Dovizioso, anche loro tra gli attori principali dall’inizio alla sospensione imposta dalla direzione gara per l’allagamento della pista. Nel caos a godere per un giorno è l’australiano Jack Miller, bravo a resistere nel gruppo e poi ad approfittare delle cadute per andare a prendersi la prima vittoria in MotoGP della sua carriera a 21 anni. Alle sue spalle gioiscono per il secondo posto Marc Marquez, che nei primi terribili 16 giri era rimasto chiuso nella pancia della gara, e Jorge Lorenzo, lento e impaurito dalla pioggia ma comunque a punti grazie alle cadute. Dalla grande chance possibile per Valentino, a un vantaggio incrementato per i due spagnoli. Poteva essere un punto di svolta per il pilota di Tavullia e una giornata memorabile per le Ducati, a un certo punto con un podio tutto targato Borgo Panigale. Invece esultano gli iberici e Scott Redding, che chiude il suo week end da urlo alle spalle di Miller e Marquez consolando la rossa italiana assieme al quinto posto di Andrea Iannone.

La gara è complicata dalla pioggia, con la direzione di gara a dividere il gran premio in due mini gp da 14 e 12 giri. Il diluvio che bagna Assen penalizza Jorge Lorenzo fino a un certo punto, quindi. Lo spagnolo è totalmente fuori dalla gara sul bagnato e dopo lo scatto in partenza che lo aveva portato in quinta posizione, scivola in un amen in decima e poi sempre più giù fino alla penultima con il solo Laverty alle spalle. Mentre in testa più si va avanti e cade la pioggia, più diventa una lotta tra Ducati e Valentino Rossi. Una sfida tutta italiana con l’intromissione di Scott Redding. La corrida nel pantano olandese è serrata e lo stop finisce per penalizzare Danilo Petrucci, il più veloce e in controllo della gara. Ma sono sfortunati anche Andrea Iannone, quinto fino a pochi istanti prima della sospensione ma scivolato rovinosamente, e Yonny Hernandez primo a lungo con la sua Demosedici GP 14 a suo agio sul bagnato.

Poi la bandiera rossa mescola tutto e il primo a rimetterci e Petrucci. Appena si riparte, Danilo va fuori e perde l’occasione della sua vita. Pochi secondi dopo tocca a Dovizioso, secondo dopo la ripartenza nella quale domina Valentino. A conti fatti, dopo due giri del secondo mini-gip, il più contento è Marc Marquez, passato dalla quinta alla seconda posizione. E non è finita, perché una manciata di curve dopo tocca proprio al Dottore finire sulla ghiaia. A nove giri dalla fine, il più anonimo Marquez della stagione fino a quel momento è in testa con alle spalle Jack Miller. L’australiano, classe ’95, va però più veloce di tutti e si prende la testa che non mollerà fino alla bandiera a scacchi. Mentre dietro, Lorenzo pian piano risale e finisce per conquistare punti utili per la classifica generale. Era penultimo, ma le sette cadute e la pista asciugatasi negli ultimi 12 giri gli hanno permesso di rientrare fino alla decima piazza. Mentre tutti coloro che avevano dominato sotto la pioggia si sono ritrovati a bocca asciutta. “Il fatto che avessi la gomma usata dei primi 12 giri non cambia niente. E’ stato semplicemente un errore mio, sono proprio stato un somaro”, ha detto Rossi ai microfoni di Sky Sport. “Stavo andando troppo forte. Ho pensato di spingere ancora nel secondo giro lanciato, ma era troppo. Bastava meno”. E negli ultimi minuti, beffardo, è spuntato il sole a baciare la vittoria de giovane Miller.

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