Se uno Staino ormai renzizzato si schiera per il “Sì” al Referendum costituzionale – arrivando scrivere una lettera aperta per convincere anche Benigni – fra Bologna e Savona nasce il movimento “Vignettisti per il No”. “Padre nobile “ dell’iniziativa Danilo Maramotti, l’altra grande firma dell’Unità, che venne ‘scaricato’ dal giornale in versione renzizzata con modalità che ricordano la disinvoltura del Jobs Act e del suo Capitale Umano: non glielo hanno nemmeno detto, neppure una telefonata. Hanno lasciato che Maramotti ‘scoprisse’ dagli altri giornali che il suo lo aveva lasciato a casa.

Oggi Danilo continua a lavorare per le pagine di Economia del Corriere e per “Il Giornalino” (Edizioni S.Paolo), e sarebbe forse l’unico in grado di spiegare ai bambini la Costituzione – ma le vignette che benedicono “Vignettisti per il No” mostrano come la vecchia grinta satirica sia più viva che mai e non si faccia imbavagliare.

L’iniziativa “ Vignettisti per il No” , ideata da Luisa Marchini e promossa da “Salviamo la Costituzione-Bologna” e dal “Coordinamento per la democrazia Costituzionale”, si propone di lanciare sul web un invito a tutti i vignettisti, noti o meno noti, perché inviino vignette che abbiano per oggetto singoli articoli della Costituzione, ma soprattutto il progetto di riforma Renzi-Boschi e le ragioni di chi lo ritiene una iattura per la democrazia. Le vignette andranno indirizzate a vignettistiperilno@gmail.com e una commissione composta da membri delle due associazioni sceglierà quelle più adatte da pubblicare sulla pagina facebook “Vignettisti per il NO”.

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Oltre alla pubblicazione c’è anche l’idea di stampare le vignette su fazzoletti di stoffa e di farle sfilare per le vie delle città, nel duplice obiettivo, oltre che di respingere l’attuale riforma, di offrire messaggi rapidi e incisivi sui contenuti della Costituzione.

L’autrice del progetto, Luisa Marchini è stata a lungo consulente giuridico-economica del Gruppo Repubblicano al Senato, e nel 2006 lanciò le “Cartoline della Costituzione” quando il “Comitato bolognese per il No” si era battuto contro la riforma voluta dalla destra berlusconiana. Le cartoline, bellissime, vennero realizzate da autori di fama nazionale o addirittura internazionale come Pablo Echaurren, Dario Fo, Danilo Maramotti, Riccardo Marassi, Alberto Rebori, Luciano Vandelli, Wolfango, Sergio Staino.

Raggiungo Maramotti nel suo studio sulla collina di Savona. Dalle finestre si vede la Darsena cementificata dalla sinistra (prontamente “renziana”) col silenzio-assenso della destra. Mai come qui è stata vera la definizione del Pd come Pd-meno-Elle, al punto che le due candidate al ballottaggio – Battaglia per il Pd e Caprioglio per il Pdl (poi risultata vincitrice) – si aggrappano entrambe alla parola più sputtanata che si possa pronunciare in città: “Riqualificazione”.

“Questa può essere definita la ‘riforma di Scilipoti‘ – dice Maramotti – in un paese di 60 milioni di abitanti che ha paura di qualche migliaio di migranti , i veri ‘migranti’ sono in parlamento: nella 27ma legislatura ci sono state 325 ‘migrazioni’ da un gruppo parlamentare all’altro che hanno coinvolto 246 parlamentari. E’ incredibile che i voltabandana oggi riscrivano la Carta fondamentale della Repubblica . Con questa legge elettorale si toglie il potere all’elettorato e lo si consegna a un ristretto , anzi ristrettissimo gruppo politico. Oggi c’è Renzi al governo, ma domani potremmo ritrovarci Salvini…. Il governo dice che questa riforma consentirà di risparmiare tempo e denaro ma, come dice giustamente Lidia Menapace, da questo punto di vista c’è un sistema ancora più rapido, semplice ed economico ed è la dittatura. Il problema è che non c’è più un’opposizione e anche i 5Stelle a volte sembrano strutturati come Scientology. Se la Raggi deve rispondere allo Staff che risponde a Grillo tanto vale votare lo Staff o direttamente Grillo”.