Il nubifragio che ha colpito Milano nelle scorse ore, l’accoglienza dei migranti, ma anche e prima di tutto la sicurezza. Poi la dichiarazione dei redditi e le spese per la campagna elettorale e infine i programmi sull’edilizia. I tre candidati per le prossime amministrative Gianluca Corrado (M5s), Beppe Sala (Centrosinistra) e Stefano Parisi (Centrodestra) si sono sfidati in un confronto all’americana in diretta su Skytg24 intervistati da Gianluca Semprini. Al termine del dibattito, i telespettatori hanno votato l’aspirante sindaco che più li ha convinti: primo Sala con il 35 per cento delle preferenze, poi il grillino Corrado (34%) e appena dietro Parisi (33 per cento).

Maltempo: “Se fosse stato sindaco lei, avrebbe gestito meglio i disagi dovuti al nubifragio delle scorse ore?”
Parisi: “Bisogna pulire i tombini, evitare che queste cose succedano per tempo. Un minimo di rapporto fra la qualità dall’amministrazione e quello che è successo c’è, visto che ieri il sindaco Giuliano Pisapia aveva detto di temere il diluvio”.
Corrado: “Mi auguro che con me sindaco l’emergenza non ci sarebbe stata. Si deve operare in maniera diffusa sul territorio lì dove ci sono abusi e vicende non regolari per prevenire i disagi”.
Sala: “Qui non è un tema di politica ma di saper fare le cose: ci sono 150 milioni pronti per essere investiti e mi pare che dire queste cose sia una strumentalizzazione, anche se faremo certamente di più e di meglio”.

Sicurezza: “A Milano si sente tranquillo? Cosa farà per migliorare la sicurezza?
Corrado: “Ci sono zone più sicure e altre zone che sono state abbandonate. Noi vogliamo rivitalizzare le periferie e riorganizzare le forze di polizia locali per coordinarle con quelle già presenti”.
Sala: “Non vediamo Milano come un far west. Noi prevediamo 300 agenti in più. Si deve lavorare però soprattutto sulla socialità. Io darò tutti gli spazi che abbiamo in periferia a chi li richiede. Io mi sento sufficientemente sicuro”.
Parisi: “Non è possibile che ci sia una sottovalutazione, come dice Sala, rispetto al disagio forte sul tema e per questo servono più persone in strada, messe meglio, rimettere i vigili di quartiere che Pisapia ha tolto, investire in tecnologia ma soprattutto fare un’azione di intelligence e perseguire i reati. Io non mi sento sicuro e non si sentono sicuri i milanesi”. Sala ha replicato: “Non è vero che Pisapia ha tolto i vigili di quartiere”. E Parisi ha chiuso: “Ha tolto non solo i vigili di quartiere, ma anche l’esercito”.

Migranti: “Milano può ancora accogliere?”
Sala: “Accoglieremo certamente i migranti a Milano, ma discuteremo con il governo. Ovviamente c’è un limite oltre il quale la città va in crisi. Qui arrivano 50 migranti al giorno che purtroppo si fermano e noi dobbiamo accoglierli. O crediamo alla Lega che dice facciamo i blocchi navali, oppure li accogliamo”.
Parisi: “L’emergenza inizia già in questi giorni, ma proprio Sala non avrebbe voluto per motivi politici un incontro con il prefetto di Milano che avevo chiesto oltre un mese fa. La città non ha più le forze per accogliere”.
Corrado: “Milano dovrà accogliere per necessità, ma in maniera ragionevole e diffusa, anche in strutture comunali dismesse, perché non è un’emergenza ma un problema strutturale”.

Tasse: “Abbassarle o no?”
Corrado: “Devono essere proporzionate ai servizi offerti. Nella giunta passata c’è stato un aumento esponenziale. Bisogna capire dove tagliare: bisogna aiutare la piccola e la media impresa”. Come coprirebbe il taglio? “Proporremmo un piano per incentivare la nascita di alcune start up per 1 o due anni”.
Sala: “Propongo che l’esenzione passi da 21 a 28mila euro. Aggiungo un’altra decina di milioni per aiutare i negozi penalizzati. Come li copro? Recupero dell’evasione fiscale e miglioramento dell’efficienza”.
Parisi: “Le tasse sono aumentate a Milano del 120 per cento con la giunta Pisapia. Perché è stata lasciata andare un po’ l’amministrazione, ma le tasse locali vanno a finanziare i problemi nazionali. Bisogna riportare a Milano le tasse che i milanesi pagano per la città”.

Cosa chiederebbe a Matteo Renzi?
Parisi: “Di cambiare atteggiamento verso Milano, di considerarla di più. Non è solo segretario del partito, ma anche presidente del Consiglio”.
Corrado: “Gli chiederei di cessare quelle politiche economiche come gli 80 euro che hanno motivazioni solo elettorali. Poi maggior rispetto per le autonomie locali ed evitare le misure che favoriscono solo il centro.
Sala: “A Milano c’è una situazione di case preoccupante, ci sono 20mila famiglie in lista d’attesa. Se diventassi sindaco chiederei a Renzi un aiuto consistente per mettere a posto il problema delle case”.

Milano ha bisogno di una moschea ufficiale?
Sala: “La Costituzione all’articolo 19 parla del diritto di culto. Dal mio punto di vista piuttosto che in luoghi insicuri e non controllati, è meglio una moschea visibile che si può controllare. E’ una polemica sterile perché a Roma la moschea c’è da anni, ma bisognerebbe chiudere i luoghi di culto se non è possibile controllarli”.
Parisi: “I sindaci non sono in grado in questo momento di controllare chi finanzia le moschee. Una volta che si sa si possono costruire. Quelle più piccole? Alcune devono essere rimosse, altre devono essere ufficializzate”.
Corrado: “Rivediamo gli spazi che già abbiamo, diminuendone il numero e mettendo in sicurezza quelli che già abbiamo. Noi pensiamo che si debba chiedere il parere dei milanesi, ma non siamo a favore dell’idea di costruire un nuovo spazio”.

Edilizia: “Si può ancora costruire a Milano?”
Corrado: “Milano deve valorizzare il patrimonio immobiliare che già ha. Ristrutturare i 9mila alloggi che si possono recuperare e procedere con un maggior controllo del territorio. Prima di ristrutturare, sarà necessario sgomberare e valutare posizione per posizione. Costruire ex novo? Innanzitutto pensiamo a rivedere le strutture che già abbiamo”.
Sala: “Io non sono contrario alle costruzioni, ma non devono essere toccate le aree verdi: quindi penso a recuperare gli scali ferroviari e le ex caserme. Sgomberare? Se necessario sì, ma non si può pensare di mettere in mezzo a una strada i bambini”.
Parisi: “Sgomberi? Certamente. Ma poi naturalmente è un problema che va gestito a livello sociale. Le case vanno recuperate. Costruire ex novo? Certo. Milano deve rinnovarsi”.

Redditi personali e costo della campagna elettorale
Sala: “In campagna elettorale ho speso circa un milione di euro, ma probabilmente rimarremo sotto. L’anno scorso ho dichiarato quasi 240.000 euro di reddito come manager pubblico; posseggo una casa in Liguria e un appartamento di vacanza in Svizzera”.
Parisi: “Ho speso finora 450.000 euro, con 650.000 euro raccolti; ho dichiarato 300 e rotti mila euro di reddito; e posseggo una casa a Milano, 2 case a Roma, 2 case in Maremma e una a Tel Aviv”.
Corrado: “Il M5s spenderà circa 25.000 euro per la sua campagna elettorale; ho dichiarato poco meno di 40.000 euro di reddito e posseggo un appartamento a Milano”.

Il supporter di Parisi a Sala: “Tra i suoi finanziatori ci sono soggetti che hanno lavorato con lei a Expo 2015?”
Sala: “C’è tutto in trasparenza. Una delle cose che più andrà in trasparenza sono i finanziamenti, lo si giudicherà se qualcosa non va e sono assolutamente sereno”.

Il supporter di Corrado a Parisi: “Se vince, renderà trasparente il bilancio comunale?”
Parisi: “Prometto una trasparenza di sostanza, trasformando il bilancio di Palazzo Marino da bilancio finanziario illeggibile a bilancio economico”.