La domenica del Roland Garros ha i volti sorridenti di due outsider, Shelby Rogers e Albert Ramos-Vinolas. Il loro accesso tra i migliori otto del torneo parigino non era pronosticabile. Soprattutto quello dell’americana, numero 108 al mondo. Negli ultimi 23 anni era accaduto appena nove volte che una tennista fuori dalla Top100 riuscisse ad accedere ai quarti di finale. Ma anche lo spagnolo, 53 nel ranking maschile, ha di che gioire. Quando si parla di terra rossa francese e di iberici che hanno come mano preferita la sinistra, c’è una sola associazione possibile: Rafa Nadal. Ma il maiorchino ha dovuto dare forfait per un infortunio al polso, e anche altri spagnoli ben più quotati come Lopez e Verdasco hanno salutato Parigi. Non lui, uno che fino al torneo di Shangai dello scorso anno, dove schiantò Roger Federer, aveva sempre perso contro i migliori dieci al mondo. Lo ha rifatto a Bois de Boulogne, mettendo alle corde Milos Raonic. Ora ha il vento in poppa e mette nel mirino il campione in carica, Stan Wawrinka, prossimo avversario.

SHELBY ROGERS, CHE IMPRESA – Il colpaccio di giornata porta la firma della 24enne di Cincinnati, mai andata oltre il 70esimo posto al mondo, raggiunto quasi due anni fa. Rogers si è guadagnata l’accesso ai quarti, dove sfiderà Garbine Muguruza, vincente contro Svetlana Kuznetsova, piegando Irina-Camelia Begu, n. 28 Wta e reduce da due ottime settimane a Madrid e agli Internazionali, con un inequivocabile 6-3 6-4. L’americana ha dominato dal terzo game del primo set in poi, imponendo il suo ritmo e dominando anche nella seconda di servizio (80% di punti). Più tosto il secondo set, con diversi break. Quello decisivo è al decimo quando la Begu, sotto 4-5, non riesce a difendere il servizio e crolla.

RAMOS-VINOLAS, LO SPAGNOLO CHE NON TI ASPETTI – Era il grande anno di Nadal, quello della possibile ‘decima’. Dietro di lui Lopez o Verdasco. E invece è spuntato un altro mancino a portare in alto la bandiera spagnola. Ex studente di Economia, introverso, ragazzo perbene. Mai una parola fuori posto e fino a qualche mese fa anche nessuno exploit. Poi il ko inflitto a Federer a Shangai lo ha catapultato davanti alle telecamere, oggetto sconosciuto a un tennista di fascia media che aveva come miglior scalpo quello di Mano de Pedra Gonzalez, ex n. 12 del mondo sconfitto a Barcellona sei anni fa. Oggi ci ritorna grazie al match vinto sul Lenglen contro Milos Raonic, Top Ten supportato da due numeri 1 del passato come John McEnroe e Carlos Moya. E scalerà posizioni avvicinandosi alla n. 30 grazie al suo primo grande Slam, dove finora aveva raccolto appena 4 vittorie e ben 14 sconfitte al primo turno. Il catalano ha dominato i primi due set, prendendosi subito un break di vantaggio mentre nel terzo ha dovuto aspettare il nono game per portarsi sul 5-4 e poi chiudere la pratica. Nei quarti affronterà Stan Wawrinka avanti dopo quasi tre ore di battaglia contro il serbo Victor Troicki (7-6 6-7 6-3 6-2) Per lo svizzero si tratta della nona partecipazione ai quarti in 11 Slam giocati. Dopo aver rischiato una clamorosa eliminazione al primo turno, ora il bis al Roland Garros, conquistato lo scorso anno, sembra essere un’ipotesi non così remota. Ramos-Vinolas permettendo.

GLI ALTRI: MURRAY C’É E ANCHE GASQUET DOPO 13 ANNI – Approdano ai quarti anche Andy Murray e Richard Gasquet, idolo di casa. Lo scozzese soffre solo nel primo set contro John Isner, evitando di trasformare la partita in una di quelle maratone alle quali Isner è abituato. Il tie-break nel set di apertura si chiude in favore di Murray dopo venti punti, poi la partita scivola via senza sussulti fino al 3-0 (7-6 6-4 6-3) che spedisce per la sesta volta ai quarti il grande avversario di Nole Djokovic. Gasquet invece infiamma Parigi mandando a casa il giapponese Nishikori in quattro set. L’idolo di casa – unico superstite di una batteria di 26 francesi nei due tabelloni – batte di classe il n. 5 del seed. Avanti due set a zero, il tennista di Béziers trema nel terzo prima di travolgere il giapponese nel quarto con un perentorio 6-2 che vale per la prima volta i quarti sul rosso di Bois de Boulogne. E ora sfiderà proprio Murray per cercare di eguagliare le semifinali degli Australian e degli US Open, migliori risultati in carriera negli Slam. Un francese non vince il Roland Garros dai tempi di Yannick Noah. Era il 1983. La strada di Gasquet è in salita, ma Parigi è pronta a spingerlo.