Salvatore Girone tornerà in Italia. “Confermiamo la nostra amicizia per l’India, il suo popolo, il suo governo. E diamo il benvenuto al marò Girone che sarà con noi il 2 giugno” twitta il premier Matteo Renzi che lo ha contattato. La Corte Suprema indiana ha accettato di rendere immediatamente esecutivo l’ordine del Tribunale internazionale dell’Aja di far rientrare il fuciliere di Marina per tutta la durata del procedimento arbitrale.

Sono passati quattro anni e tre mesi da 15 febbraio del 2012 quando a bordo della E. Lexie i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, furono accusati di aver ucciso due pescatori al largo della costa del Kerala, nel sud dell’India. I due militari hanno sempre sostenuto di aver sparato sì, ma colpi di avvertimento perché li avevano scambiati per due pirati. Da quel giorno nei loro confronti non è ancora stato formulato il capo di imputazione e così il 26 giugno dello scorso anno si decise di fare ricorso all’arbitrato internazionale nel quadro della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare per stabilire di chi è la giurisdizione. Il 2 maggio scorso era stato il Tribunale dell’Aja ad aprire la via del ritorno di Girone in Italia.

La decisione per il rientro è stata presa dalla sezione feriale della Corte di New Delhi riunitasi oggi. L’Italia aveva preparato, nei giorni scorsi, nel massimo riserbo l’istanza perché molti ritenevano che per avanzarla si dovesse attendere la fine delle ferie estive del massimo tribunale il 28 giugno. Una mossa che però ha accelerato di fatto rientro. “La Corte suprema indiana ha deciso: finalmente il marò Girone potrà tornare a casa. L’ho sentito al telefono, siamo felici e soddisfatti” scrive su Twitter il ministro della difesa, Roberta Pinotti.

Alla Farnesina c’è grande soddisfazione che si coglie anche nel linguaggio burocratico della nota stampa: “In linea con quanto stabilito dal Tribunale dell’Aja, Italia e India hanno cooperato nelle ultime settimane per definire le condizioni e le modalità del rientro e della permanenza nel nostro Paese di Girone, in pendenza della procedura arbitrale sul caso della Enrica Lexie. Il Governo – prosegue il comunicato – nell’attesa di accogliere finalmente in patria Salvatore Girone, rinnova l’impegno a conformarsi alle condizioni e modalità stabilite dalla Corte Suprema indiana. La decisione odierna è un risultato importante che riconosce l’impegno intrapreso dal Governo italiano con il ricorso all’arbitrato internazionale per fare valere le ragioni dei nostri due Fucilieri di Marina. Con lo stesso impegno l’Italia si presenterà ai prossimi passaggi previsti dal procedimento arbitrale”. Esulta su Twitter anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: “Girone torna in Italia. Premiato impegno governo con sostegno del Parlamento. Sempre al lavoro per affermare ragioni dei nostri due fucilieri”.

I giudici della Corte Suprema indiana hanno dato il via libera alla richiesta italiana di far rientrare Girone chiedendo ai legali del Fuciliere di depositare una nuova garanzia scritta dell’Italia in cui ci si impegna a far rientrare il marò entro un mese dall’eventuale decisione favorevole all’India. L’arbitrato, la cui fine è prevista all’orizzonte 2019, dovrà stabilire chi, fra Italia e India, ha giurisdizione sull’incidente. È già in Italia per motivi di salute l’altro militare, Massimiliano Latorre, cui è stata concessa la permanenza fino al 30 settembre.

Girone “potrebbe partire già nei prossimi giorni” dice all’Ansa l’avvocato Diljeet Titus, che guida il team legale indiano. “Già oggi depositeremo alla Corte un nuovo undertaking (garanzia scritta firmata dall’ambasciatore a nome del governo italiano) e poi domani avvieremo le pratiche per il rimpatrio”.
Le procedure prevedono in particolare che i legali di marò si rechino all’Ufficio per la registrazione degli Stranieri (Frro) per chiedere il permesso di residenza e il visto in uscita. Il governo indiano dovrà quindi informare le autorità aeroportuali di New Delhi (Migrazioni e Polizia) della decisione che autorizza l’espatrio di Girone.