Roberto Saviano punta il dito contro Matteo Renzi e il Partito Democratico. “Il senatore D’Anna, dannoso scherano di Verdini, renziano e cosentiniano insieme, impone a me di rinunciare alla scorta. A me che non vedo l’ora di tornare libero. Cosa debbo pensare: ha forse progetti per il mio futuro? E poi, sarebbe questa la comunicazione del PD? Sono questi gli alleati di Renzi a Roma e di Valeria Valente a Napoli? Sono queste le nuove risorse campane? Buona fortuna. E Vergogna“, ha scritto l’autore di Gomorra su Facebook in merito all’attacco del senatore di Ala Vincenzo D’Anna, che mercoledì aveva sostenuto la necessità di togliere la scorta allo scrittore.

Cosa aveva detto di preciso l’esponente del gruppo di ex membri del centrodestra che ha giurato fedeltà alle riforme costituzionali? Intervistato durante la trasmissione radiofonica Un giorno da pecora D’Anna aveva attaccato Saviano, definendolo una “icona farlocca” che “si è arricchita con un libro che ha pure copiato per metà”, e Rosaria Capacchione, senatrice del Pd ed ex giornalista de Il Mattino di Napoli, sostenendo che entrambi dovrebbero rinunciare alla scorta “e lasciarla a quanti fanno veramente la lotta alla malavita”

“Io sono amico della Capacchione, che però assomiglia a Saviano”, aveva detto D’Anna. In che senso? “Vive di rendita. Entrambi hanno la scorta, anche se processualmente è stato accertato che chi li minacciava era l’avvocato Santonastaso, perché tutti i boss che loro millantavano essere i mandanti, sono stati tutti assolti”. Secondo D’Anna, quindi, lo scrittore e la senatrice “dovrebbero posare la scorta e lasciarla ai magistrati o quanti altri fanno veramente la lotta alla malavita. Il motivo per cui è stata assegnata loro la scorta è stato dimostrato essere inesistente”.

Nel suo post, Saviano critica anche la Rai per aver diffuso l’intervista del senatore di Ala ad un Giorno da Pecora: “Un “grazie” – scrive – va anche a Radio Rai e al servizio pubblico che hanno consentito la diffusione delle solite porcherie“.

In mattinata il leader di Ala Denis Verdini ha telefonato alla Capacchione per scusarsi per le parole di D’Anna. Ma le scuse sono arrivate solo dal vertice del gruppo, non dal diretto interessato: “Verdini si è scusato, ma D’Anna no. Oggi non era al Senato, né mi ha telefonato”, ha commentato la Capacchione.

D’Anna, tuttavia, a porgere le scuse non ci pensa proprio, anzi: “Gli inutili polveroni sollevati in queste ore non ci distoglieranno dal perseguire, con tenacia e determinazione, l’affermazione di Ala e di Valeria Valente a Napoli”, scrive in un nota il senatore con i colleghi di Ala Pietro Langella e Antonio Milo – la battaglia elettorale necessita di sintonia ed unità”. “Tutto il resto è strumentale e marginale e non ci distoglierà dal raggiungimento degli obiettivi prefissati”, concludono.