Per una scommessa di pochi spiccioli ha già perso 30mila euro ma soprattutto è a rischio la sua carriera. È una storia assurda quella che ha portato all’esclusione di Constant Lestienne dal Roland Garros. Il giovane tennista francese, numero 206 ATP, è stato punito dalla Federtennis d’Oltralpe per aver puntato sulla finale dello scorso anno tra Novak Djokovic e Stan Wawrinka. Quella scommessa, appena 2.90 euro valsi poco meno della metà di vincita, ha comportato la sospensione della wild card concessa per la partecipazione all’Open di Francia iniziato domenica, perché Lestienne è sotto investigazione da parte della Tennis Integrity Unit, l’unità che si occupa di indagare sul circolo di scommesse legate al tennis. L’accusa è legata a una “violazione minore” delle regole, ma comunque ai giocatori non è permesso puntare su partite del loro stesso sport. E il francese lo ha fatto, seppur per una cifra risibile, e questo ha portato la TIU a interessarsi del caso dallo scorso dicembre.

La ripercussione non è di poco conto dal punto di vista economico, perché la partecipazione al tabellone principale del Roland Garros avrebbe portato nelle tasche di Lestienne 30mila euro anche in caso di eliminazione al primo turno. Circa 21mila volte in più di quanto ha intascato con quella puntata sulla finale dello scorso anno. “Come molti ragazzi della mia generazione, ho un account che utilizzo per fare qualche scommessa ma non ho fatto scommesse sul tennis dal 2013, tranne che per la finale dello scorso anno”, ha spiegato Lestienne. Una leggerezza enorme: “Era una puntata talmente piccola che non immaginavo che ci sarebbero state conseguenze. Ovviamente non ha avuto alcuna influenza sulla partita. Ho vinto 1.40 euro e in due ore ho realizzato di aver commesso un errore, ma ormai era fatta”. Ma è comunque scattata l’inchiesta della Tennis Integrity Unit, che Lestienne ricostruisce così: “La TIU mi ha solo inviato una richiesta di informazioni, che ho rispettato, e a oggi non è stata presa alcuna decisione”.

La Federtennis francese ha risposto che la revoca della wild card è una sorta di monito per dimostrare il pugno duro contro le “condotte immorali“. Da parte sua, però, Lestienne non ci sta e attacca: “Non capisco la revoca della wild card da parte della FFT, era al corrente di tutto. È una sanzione sproporzionata visto che non sono stato nemmeno dichiarato colpevole – ha detto il 24enne transalpino – Ho paura che questa storia possa avere ripercussioni sul mio futuro, sia dal punto di vista morale che finanziario, perché i 30mila euro previsti per lo sconfitto al primo turno mi avrebbero aiutato a sostenere le spese dei prossimi mesi”. E non ha escluso di portare in tribunale la Federazione.