Si avvia alla conclusione l’indagine sul presunto complotto ai danni dei vertici dell’Eni avviata a luglio scorso dalle procure di Trani e Siracusa. Al centro dell’inchiesta, il tentativo di ‘silurare’ l’attuale amministratore delegato del Cane a sei zampe Claudio Descalzi anche attraverso un’opera di vero e proprio killeraggio mediatico.

A quanto apprende l’Adnkronos, la procura di Siracusa indaga per corruzione internazionale in concorso e lo stesso Descalzi è individuato nel procedimento come persona offesa insieme al ministero del Tesoro. In particolare, agli indagati viene contestato l’aver posto in essere, “in concorso con pubblici ufficiali italiani e nigeriani”, un “complesso di attività fraudolente finalizzate a tentare di condizionare le scelte del governo italiano nell’indicazione dell’amministratore delegato di Eni spa” e “a diffondere notizie false sui vertici della società Eni spa con l’obiettivo di delegittimarne l’operato”, reato “commesso in Siracusa in data antecedente e prossima al 1 luglio 2014”.