Due maestre, di 53 e 49 anni, sono state arrestate a Bari e adesso si trovano ai domiciliari per i ripetuti maltrattamenti ai danni dei bambini della scuola materna “Arcobaleno”, dell’Istituto Comprensivo Aristide Babelli di Bari Santo Spirito, nella quale insegnavano.

A essere presi di mira erano in particolare tre bambini, tutti di tre anni. Nel provvedimento cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari si legge anche, in mezzo a diversi episodi del genere, che “il 22 aprile scorso una delle due maestre ha strattonato per un braccio una bambina, spingendola così forte da farla sbattere di peso contro un banchetto, per poi rimbalzare all’indietro, perdere l’equilibrio e cadere in avanti, a pancia in giù. La bambina è finita con corpo e faccia sul pavimento, rimanendo esanime per alcuni minuti, senza né piangere né parlare, mentre la maestra ha continuato a girare per l’aula proseguendo nelle sue attività, ignorando le condizioni della piccola e facendola ignorare anche agli altri bambini”.

Schiaffi, strattonamenti, pedate e calci, in un’aula priva di finestre che permettano di scorgere dentro. Gli immobilizzavano le mani per costringerli a star fermi. I piccoli, tutti fra i due anni e i tre anni, venivano trascinati sul pavimento, colpiti dietro la nuca e sottoposti a vessazioni e torture psicologiche, seguite da costanti urla, minacce e gravi ingiurie. Tra il 31 marzo e il 22 aprile sono stati accertati dai carabinieri di Bari Santo Spirito ben 37 episodi di questo tipo. La procura addebita alle insegnanti una condotta aggravata dall’aver approfittato “di circostanze di tempo, di luogo e di persona, anche in riferimento alla tenera età dei bambini, tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, avendo le due maestre perpetrato le condotte in un’aula dotata di porta metallica, priva di vetri, così da non consentire a terzi di scorgere quanto accadesse al suo interno”. La procura di Bari fa sapere che le indagini, scaturite a seguito di una serie di denunce sporte da alcuni genitori dei minori coinvolti, hanno trovato un riscontro in seguito a intercettazioni ambientali.

In mattinata è arrivato l’appello del Codacons: “Da tempo la nostra associazione – dichiara il presidente dell’associazione, Carlo Rienzi – chiede di installare sistemi di videosorveglianza negli asili che, nel rispetto della privacy, possano vigilare sull’operato del personale scolastico portando alla luce casi di maltrattamenti o di comportamenti scorretti e fungere da deterrente. Non si tratta di rendere le aule un ‘grande fratello’, ma di introdurre controlli che vadano nell’unica direzione di tutelare i minori”. Le indagini continueranno per accertare eventuali responsabilità di altre persone.