Ne ha per tutti il viceministro all’Economia Enrico Zanetti. Da una parte se la prende con il decreto sui rimborsi per gli obbligazionisti delle banche messe in risoluzione dal governo, Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, perché favorisce chi vive di rendita e perciò può vantare un patrimonio non soggetto a Irpef. Dall’altra, il leader di Scelta Civica attacca il presidente della Consob Giuseppe Vegas che il 9 maggio ha sostenuto che i rischi dei bond subordinati andati in fumo era chiaramente espressi nei prospetti. Salvo poi contraddirsi ammettendo che quei documenti sono troppo lunghi e complessi per essere compresi dai clienti. “Non tiri troppo la corda“, è il messaggio lanciato all’ex braccio destro di Giulio Tremonti.

Sul fronte degli indennizzi forfettari dell’80% per gli obbligazionisti, il viceministro riprende un paradosso già sottolineato da Repubblica. Uno dei criteri richiesti è di avere un reddito lordo ai fini Irpef sotto i 35mila euro lordi. Risultato: chi, appunto, vive di rendita e non del proprio lavoro sarà rimborsato in modo automatico, mentre chi ha introiti anche leggermente superiori dovrà passare per l’arbitrato dell’Anac. “Questo è il motivo per cui il criterio dei 35mila euro lordi ai fini Irpef va meglio tarato”, ha spiegato Zanetti al quotidiano. Poi, a margine di una conferenza stampa alla Camera, ha precisato che “il governo ha individuato soglie congrue” ma “il tema deve essere considerato”. Per questo “già oggi ho scritto al ministro Padoan. Non si tratta di alzare la soglia dei 35mila euro, ma di riferirla al reddito in modo tale che non penalizzi nessuno, in particolare chi ha redditi da lavoro dipendente”. “Mi è facile immaginare – ha aggiunto – che nel corso del dibattito parlamentare sul dl Indennizzi-banche ci saranno richieste di aumentare queste soglie. Ma dal punto di vista del governo possono arrivare fino in fondo” così come sono state scritte.

Sempre sulla questione dei risparmiatori truffati, Zanetti ha poi ripreso le parole di Vegas, che nel suo intervento all’assemblea Consob ha sostenuto che i rischi per gli obbligazionisti fossero chiari. “Il compito della politica seria – ha rimarcato Zanetti – non è certo quello di cavalcare il disagio del popolo contro le istituzioni del Paese, ma chi siede nelle istituzioni non deve neppure tirare la corda con autoassoluzioni e affermazioni buone per far imbestialire anche le persone ragionevoli“. E ancora, il viceministro ha sottolineato la contraddizione del presidente Consob: “Se davvero Vegas ha detto che la gente era correttamente informata del rischio sulle obbligazioni subordinate e ha al contempo riconosciuto che i prospetti informativi vanno cambiati perché troppo complicati per essere agevolmente compresi, trovo abbia regalato al Paese un ossimoro di cui avremmo volentieri fatto a meno”.