La spagnola Abertis entra nel mercato autostradale italiano assicurandosi il 51,4% di A4 Holding, che controlla le autostrade A4 nel tratto Brescia-Padova e la A31 Rovigo – Piovene RocchetteLa firma era già arrivata nell’agosto 2015, ma i dettagli dell’operazione sono stati resi noti solo il 10 maggio da un comunicato della società iberica. L’intesa raggiunta dal gruppo spagnolo con Intesa Sanpaolo, Astaldi e famiglia Tabacchi prevede che gli spagnoli paghino un totale di 594 milioni di euro per il 51% della società. La valutazione complessiva, quindi, si aggira su 1,2 miliardi di euro. L’operazione, che verrà regolata nel gennaio del 2023 a parte un anticipo di 5 milioni da pagare “entro i prossimi mesi”, è subordinata al via libera del governo italiano sul prolungamento dell’A31.

A4 Holding gestisce il tratto a tre corsie per lato di marcia dell’autostrada A4 noto come La Serenissima, che collega le città di Brescia e di Padova. Si tratta della terza autostrada per volume di traffico in Italia, con un indice di Traffico Giornaliero Medio di 91mila veicoli. L’autostrada A31 (Autostrada della Valdastico), che si estende per una lunghezza di 89 chilometri, può contare su un traffico giornaliero medio di 12.000 veicoli, si divide in due tratte: la Vicenza-Piovene Rocchette di 36 chilometri e la Vicenza-Badia Polesine di 53 chilometri. Il contratto di concessione di entrambe le autostrade – A4 e A31 – scade nel 2026.

Con l’acquisizione delle due autostrade, il Gruppo Abertis fa, dunque, il proprio ingresso nel settore autostradale italiano e incrementa la sua posizione come leader di settore a livello internazionale, con più di 8.500 chilometri di autostrade in gestione. Dal punto di vista finanziario, l’acquisizione dei due asset consentirà ad Abertis di consolidare nel proprio bilancio circa 610 milioni di euro di ricavi e circa 200 milioni di euro di margine operativo lordo ogni anno.

Per gli spagnoli non è il primo tentativo di entrare in forze nel settore autostradale italiano. Nove anni fa era stata annunciata la fusione con la Autostrade per l’Italia della famiglia Benetton. Il governo Prodi bloccò l’operazione: l’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro si mise di traverso negando l’autorizzazione. Nel 2009, poi, dopo la scomparsa di Marcellino Gavio Abertis provò a conquistare la Sias Torino-Milano offrendo 1,3 miliardi. Senza successo.