La Bce ha deciso lo stop della produzione della banconota da 500 euro. La sua emissione sarà interrotta “intorno a fine 2018”, anche se Francoforte precisa che “manterrà sempre il suo valore e può essere cambiata presso le banche centrali dell’Eurosistema per un periodo di tempo illimitato”. A giustificare la decisione dell’istituto guidato da Mario Draghi sono le “preoccupazioni che questa banconota possa facilitare attività illegali“.

Le banconote viola sono infatti riconosciute come uno dei veicoli più utilizzati per il riciclaggio di denaro, il narcotraffico e le organizzazioni mafiose. Non per niente sono state soprannominate “Bin Laden”. Nel 2013, nella conferenza stampa sull’operazione antidroga “Cicala”, l’allora procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri spiegava: “La banconota da 500 euro è la valuta ufficiale dei narcotrafficanti. Per arrivare a 500 euro ci vogliono 6 banconote da 100 dollari, quindi gli euro occupano meno spazio per essere trasportati. Due terzi delle banconote da 500 euro in Europa si trovano fisicamente in Spagna”, avamposto nel vecchio continente del traffico di cocaina con la Colombia.

L’addio ai 500 euro non è certo un fulmine a ciel sereno. A febbraio, il board dell’Eurotower ha votato una dichiarazione di intenti per eliminare la banconota viola, spiegando che “c’è una convinzione sempre maggiore che siano utilizzate per scopi criminali“. Di fronte alla commissione Affari economici e finanziari del Parlamento europeo, Draghi aveva spiegato che la banca centrale stava “riflettendo sulla questione per trovare la migliore soluzione”, pur precisando che “serve cautela ” e che “nessuno vuole ridurre la massa circolante della moneta”. Insomma, la banca deve definire ancora tempi e modi del passo storico, ma il dado sembra tratto.

Eppure, l’idea di eliminare la banconota non trova il favore di Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca. “Non possiamo, in alcun modo, danneggiare la fiducia dei cittadini europei nella valuta comune e questa, delle banconote da 500 euro, ha il potenziale per farlo – ha commentato a febbraio il governatore – Non bisogna sottovalutare i problemi operativi collegati a una tale, eventuale decisione; si tratta di un terzo in valore del contante in circolazione e, anche se i cittadini non ne hanno molte in portafoglio, nondimeno questo taglio è stato utile in passato per superare situazioni di impasse, ad esempio in scenari di elevata incertezza come durante il picco della crisi finanziaria, per garantire la circolazione in contanti“.