Se sarà eletta a sindaco di Roma, Virginia Raggi intende rinegoziare il debito di 14 miliardi della Capitale con le banche. La proposta della candidata M5s è stata annunciata in un’intervista esclusiva a Micromega. “Il debito è una piaga e noi lo vogliamo ristrutturare”, ha detto. “È nato per l’indebitamento di Roma Capitale verso fornitori e soggetti vari, bisognerebbe capire perché sono stati contratti quei debiti, interrogarsi sui tassi di mutuo e trovare il modo per rinegoziare il debito con gli istituti di credito”. Per farlo, la Raggi, ha in mente di chiedere “un’audit sul debito e pretendere di entrare nella gestione commissariale”: “E’ possibile”, ha aggiunto, “che nessuno possa entrare? Non è un tema soggetto a segreto di Stato. Hanno paura che scopriamo la verità e rovesciamo il tavolo”.

L’intervista della Raggi ha aperto il dibattito sulla fattibilità della proposta e riacceso lo scontro nella campagna elettorale. “Ma che vuol dire azzerare il debito”, ha commentato a Radio Città Futura il candidato de La Destra Francesco Storace, “il debito semmai si ricontratta per ridurlo. Pensate cosa accadrebbe se arrivasse un signore a candidarsi come presidente del consiglio e proponesse di azzerare nel corso del suo mandato il debito dell’Italia. Uno così lo ricoverano”. Intanto si guarda con attenzione alle dichiarazioni del segretario di Stato del Vaticano Pietro Parolin, che ha parlato a margine di un convegno su “Donne chiesa mondo”. Alla domanda su cosa ne pensa della Raggi ha commentato:Le auguro ogni successo”. Una risposta che per alcuni suona come un mezzo endorsement per la grillina, mentre per altri è una semplice espressione di cortesia. Resta il fatto che i tentativi di dialogo tra i 5 stelle e il Vaticano proseguono con buoni risultati da alcuni mesi e questo potrebbe essere solo l’ennesimo segnale.

La candidata M5s, intervista da Micromega, ha poi parlato delle altre misure che intende adottare in caso di elezione: “Le casse in rovina sono quelle ordinarie”, ha detto, “c’è da intervenire col taglio degli sprechi, il recupero di risorse oltre a iniziare a lavorare per ottenere fondi europei tramite i bandi pubblici e per questo ho in mente una squadra di professionisti ad hoc”. Il M5s, secondo la Raggi, intende fare una “rivoluzione legalitaria: “E’ il nostro turno”, ha continuato. “Siamo gli unici ad avere un progetto credibile perché sono stati i vecchi partiti gli artefici di tale dissesto. Il debito chi l’ha creato? E il disastro nelle municipalizzate? E i rifiuti per strada? E la corruzione? Roma è una città molto difficile ma riteniamo che non ci sia altra soluzione se non quella di rimboccarsi le maniche”.

Sul praticantato allo studio Previti, omesso dal curriculum, ha difeso la sua posizione (“Lo studio presso cui si effettua la pratica forense non viene inserito a meno che non sia il medesimo studio nel quale si esercita l’attività”). E a chi la accusa di essere vicina ad ambienti di destra ha ribattuto: “Ho sempre votato a sinistra”.

Raggi ha anche parlato del tema caldo delle occupazioni abitative: “Ci vuole il ripristino di un discorso di legalità, ma non faremo sgomberi coatti e aiuteremo gli occupanti a trovare una ricollocazione”. Mentre rispondendo a una domanda su “Roma città dei palazzinari”, ha detto: “La Capitale non può essere ulteriormente devastata dal cemento. Consumo di suolo zero, basta. L’Istat ci dice che ci sono oltre 100mila appartamenti tra sfitti e invenduti quindi non c’è fame di nuove case. Caso mai ci sarà fame di occupare quelle già esistenti”.