Il dossier è di quelli che scottano. Specie ora che il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini è chiamata a decidere se nominare un nuovo presidente all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). O riconfermare la fiducia a quello uscente, Stefano Gresta. Quel che è certo è che da pochi giorni, sul tavolo del ministro è arrivata una relazione dettagliata sui documenti acquisiti, a più riprese, dalla Guardia di Finanza. Che ha visitato l’Istituto tre volte a febbraio, tre volte a marzo e almeno quattro volte ad aprile. Un documento in cui si dà conto, senza giri di parole, che presso la Procura della Repubblica di Roma pende un procedimento penale sull’Ingv, nell’ambito del quale, il magistrato delegato, ha affidato l’indagine di polizia giudiziaria ai finanzieri del nucleo speciale anticorruzione del gruppo Funzione pubblica. I cui verbali raccontano l’oggetto del loro interesse. E il motivo della loro presenza, così assidua negli ultimi quattro mesi, e tale da destare un certo allarme non solo tra i dipendenti dell’Istituto di via di Vigna Murata.

ENTE PER  ENTE Sull’Ingv, per vicende in parte sovrapponibili a quelle attenzionate dalla Procura, si è anche acceso il faro dell’Anac di Raffaele Cantone. Che ha invitato l’Istituto ad assumere immediatamente tutte le iniziative “utili/necessarie alla rimozione dei fatti e circostanze accertati”. Ma anche a “intraprendere le necessarie misure organizzative, gestionali e amministrative tese a ripristinate la corretta attività dell’ente”. Compresa l’esigenza di tenere alta la vigilanza e “fatte salve le responsabilità personali penali ed erariali”. Che sono in corso di accertamento dalla procura, come si è detto, ma anche dalla Corte dei Conti.

RICERCA A FONDO Quella finita sotto la lente di ingrandimento anche dell’Anac è una vicenda che nasce un anno fa. Quando in modo assai rocambolesco, almeno così si evince dalle carte, venne recapitato un plico anonimo all’Ingv che denunciava l’esistenza di una serie di presunte irregolarità su alcune procedure di affidamento rinnovate senza gara. E tenendone all’oscuro persino il direttore generale. Che ha fatto partire l’istruttoria interna su tutte le vicende oggetto dell’esposto, da quelle più minute (come nel caso del bar aziendale e del contratto di telefonia), fino a questioni di ben altra rilevanza e implicazioni. Come la gestione dei fondi pubblici, destinati alla ricerca e relativi al progetto ‘Sismicità Appennino Lucano’ e in parte, almeno questo è il sospetto, stornati per altri usi. O la creazione di un’associazione temporanea di scopo tra Ingv e una società di Catania nell’ambito di una gara indetta da un istituto scientifico greco, l’Hellenic Centre for marine research. Convenzione che sarebbe stata sottoscritta dal presidente dell’Ingv, senza che il Consiglio di amministrazione ne sapesse nulla. Come pure i revisori dei conti che hanno già segnalato l’accaduto al Miur a cui compete come ministero vigilante, di autorizzare questo tipo di convenzione. Un vaglio che è mancato anche per altre convenzioni, tra cui quella di cui si è occupato ilfattoquotidiano.it recentemente.

PRONTO, CHI SPENDE Tornando ai fatti denunciati che hanno poi attivato l’Anac e la procura di Roma, le verifiche interne che ne sono conseguite hanno convinto i vertici dell’Ingv dell’opportunità di procedere attraverso una gara per l’assegnazione del contratto di telefonia e per la gestione del bar. E, soprattutto, a mettere in discussione, la partnership Ingv-Sea engeneering srl di Catania con le ovvie conseguenze rispetto alle attività svolte nel frattempo. E con buona pace delle fatture di cui viene ora comunque richiesto il pagamento all’Istituto.

FUORI ERARIO L’Autorità nazionale anticorruzione non ha solo chiesto informazioni e aggiornamenti sullo stato delle procedure, le modalità di affidamento, gli importi e le ragioni in base alle quali non si sia fatto ricorso, nei casi in cui è prescritto, alle convenzioni Consip. Ma ha voluto ricordare l’obbligo che incombe su ogni amministrazione quando vi siano questioni di questa natura: rivolgersi alla Corte dei Conti e alla procura della Repubblica laddove siano “ipotizzabili elementi di pregiudizio per il pubblico erario ovvero elementi ascrivibili a fattispecie delittuose”. Segnalazioni oggetto delle attenzioni del magistrato di Piazzale Clodio. Che, come detto, attraverso la Gdf ha proceduto ad una intensa attività di acquisizione dei documenti.  Come si evince dalla relazione inviata nei giorni scorsi al ministro Giannini. Che riferisce come i finanzieri spediti dalla procura all’Ingv abbiano chiesto che fosse loro messa a disposizione l’intera documentazione che riguarda la nomina e la posizione retributiva dello stesso presidente Gresta.