A pochi giorni dall’appuntamento di domenica 17 aprile, siamo tornati in strada per verificare il livello di informazione e motivazione al voto sul referendum sulle trivelle. La sensazione è che qualcosa sia cambiato rispetto alla generale indifferenza di poco più di un mese fa. Nelle ultime settimane lo scandalo Trivellopoli, la copertura dell’argomento sui grandi media, il tam tam sui social network, la presa di posizione di alcune personalità di spicco hanno fatto crescere la motivazione al voto tra i cittadini, anche se il tema specifico del quesito referendario non è arrivato a tutti. “Andrò a votare Sì per limitare il potere dei petrolieri“, dice più di una voce. “Voterò No perché sono a favore dello sfruttamento dei giacimenti già esistenti“, obiettano altri. “Il popolo è sovrano? Avrei preferito essere consultato prima che iniziassero a trivellare il nostro mare, ora il danno è fatto”, osserva un cittadino. Ma il quorum appare ancora un obiettivo difficile. E voi come la pensate?  di Piero Ricca, riprese Ricky Farina