Da anni la Francia, primo produttore agricolo dell’Unione europea, fa argine alla diffusione del Mon810, il mais transgenico della multinazionale americana Monsanto, autorizzato dalla Commissione europea nel lontano 1998. E la questione sembrava essere stata definitivamente archiviata con un decreto del ministero dell’Agricoltura del 14 marzo 2014 che proibiva (dopo altri divieti a ripetizione in precedenza) la commercializzazione, l’utilizzo e la coltivazione del Mon810. Invece venerdì, a sorpresa, il Consiglio di Stato (equivalente francese della nostra Corte costituzionale) ha annullato l’interdizione imposta da quel decreto.

Contro il provvedimento avevano fatto ricorso, tra l’altro, i produttori francesi di mais. I giudici della suprema corte hanno ricordato che “l’Autorità europea della sicurezza degli alimenti (Efsa) ha ammesso certi rischi di questa varietà di mais, ad esempio degli effetti negativi su insetti come i lepidotteri, ma questi possono essere tenuti sotto controllo”, aggiungendo che “altri studi scientifici non permettono di dichiarare il Mon810 più rischioso per l’ambiente del mais convenzionale”. A dire il vero il dicastero, per giustificare la decisione presa con il decreto, aveva reso pubblici quattro nuovi studi in merito, ma anche questi, secondo la Corte costituzionale francese, “non provano un rischio importante che metta in pericolo in maniera manifesta la salute umana o animale o l’ambiente”.

E ora? Monsanto e i produttori di mais, che in Francia sono una potenza, cantano vittoria. Ma, secondo gli esperti del ministero dell’Agricoltura, il mais transgenico di Monsanto resterà proibito. In effetti nel frattempo, dopo il decreto, una nuova direttiva del 2015 è stata recepita nell’ordinamento francese: prevede che ogni Stato Ue possa mettere fuori legge con un ampio margine di manovra una coltura Ogm, anche se questa ha ricevuto il via libera dell’Efsa. La sentenza del Consiglio di Stato riguardava il decreto del 2014, che sarebbe stato superato dal nuovo provvedimento. D’altra parte per il momento il Mon810 resta autorizzato in Europa solo in Spagna e Portogallo, scatenando altrove (Italia compresa) grosse polemiche. I prossimi giorni sarà più chiaro se la sentenza francese sarà applicata o meno.

Il Mon810 è uno dei primi mais transgenici a essere stato concepito. Molto diffuso in tutto il mondo, soprattutto nell’America meridionale, rappresenta l’unico mais Ogm autorizzato nell’Unione europea, anche se poi la stragrande maggioranza dei Paesi ha fatto scattare una clausola di salvaguardia per bloccarne la commercializzazione. È particolarmente resistente agli insetti e offre così al coltivatore maggiori rendimenti. È tollerante al pesticida Round Up, il cui principio attivo è il glifosate. Come ricordato a Parigi da Corinne Lepage, ex ministro dell’Ambiente, “il glifosate è stato classificato come cancerogeno probabile dal Centro internazionale di ricerca sul cancro (Circ)”.