Una delegazione di parlamentari M5s si è presentata davanti allo stabilimento di Tempa Rossa in Basilicata per manifestare dopo l’inchiesta Petrolio che ha portato nei giorni scorsi alle dimissioni del ministro per lo Sviluppo Federica Guidi. I parlamentari non sono potuti entrare nel sito: “Si tratta”, hanno protestato i grillini, “di una sorta di ‘principato’ della Total in territorio italiano. A dire di ‘no’ all’ingresso una guardia della vigilanza. Alcuni parlamentari, poi, sono saliti sulla collina con vista sull’impianto, da cui hanno potuto osservare numerosi smottamenti artificiali per fare posto alla pianura che ospita l’impianto. E intorno c’è il nulla, per questo c’è sempre stato silenzio attorno all’impianto”.

I parlamentarie del Movimento 5 stelle Claudia Mannino e Andrea Cioffi hanno poi attaccato l’esecutivo perché nel nuovo codice appalti non sono previste le gare per il petrolio. “Perchè il governo con le nuove norme sugli appalti targate Renzi-Delrio esclude il petrolio dall’applicazione del codice?”, hanno scritto in una nota. “Con un’abile gioco delle tre carte nel nuovo testo all’articolo 121 comma 1 lettera a, il ‘lobbydipendente’ Renzi ed il falso innovatore Delrio cancellano dalla messa a gara l’estrazione di petrolio”. Secondo Mannino e Cioffi “tale esclusione non è direttamente in contrasto con le direttiva europea 25/2014 perchè lo Stato ha la possibilità di questa esclusione”. Per questo i parlamentari 5 Stelle chiedono: “Perché tanta attenzione a tutelare gli interessi delle lobby del petrolio e invece non si è recepita con la stessa attenzione la promozione delle concessioni relative agli approvvigionamenti industriali in autoconsumo elettrico da fonti rinnovabili nel rispetto del diritto dell’Unione Europea, come chiede il Consiglio di Stato nel parere sul Codice del 21 marzo 2016?” . Nel vecchio testo sul codice degli appalti all’articolo 212, hanno scritto, “questa esclusione non c’era. Cosa è accaduto? Chiediamo trasparenza e Renzi, Delrio e tutto il governo devono andare a casa”.

Intanto nelle scorse ore il M5S ha depositato in Senato la mozione di sfiducia al governo per la vicenda sul progetto Tempa Rossa che ha portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo economico. “Chiediamo al presidente Grasso di convocare subito la conferenza dei capigruppo”, ha spiegato Nunzia Catalfo, capogruppo M5S in Senato, “così da calendarizzare l’esame della mozione in Aula il più presto possibile. Vogliamo che questo governo amico dei petrolieri e nemico della salute dei cittadini e dell’ambiente vada a casa”.