Sembrava la solita storia di abusi e mazzette. Invece l’inchiesta partita da Corleto Perticara (Potenza) paesino lucano con poco più di 2500 abitanti, tra un peculato e molte concussioni di cui è accusata l’intraprendente ex sindachessa Pd, è diventata materia così incandescente da bruciare Federica Guidi che ha presentato le dimissioni. Il ministro dello Sviluppo economico compare e ricompare nelle oltre 800 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di sei dipendenti del centro Eni di Viggiano (Potenza) per traffico e smaltimento di rifiuti. Il suo compagno Gianluca Gemelli, titolare della società I.T.S e della Ponterosso Engeneering, indagato nell’inchiesta, è il personaggio principale di una storia che racconta come la lobby del petrolio sia riuscita a ottenere un emendamento favorevole prima bocciato nello Sblocca Italia e poi resuscitato nella Legge di stabilità. L’indagine potentina ha due filoni; quello sul Centro Olio in Val d’Agri (dove è stata sospesa la produzione di petrolio) e l’altro sull’impianto estrattivo della Total a Tempa Rossa. Ed è per questa tranche d’inchiesta che Gemelli risponde per traffico di influenze ed è in alcune intercettazioni che viene citato il nome del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi.

È parlando con lui al telefono che l’ormai ex ministra della compagine di Matteo Renzi è intercettata. Ed è grazie ai buoni uffici di Gemelli che l’ingegner Giuseppe Cobianchi, dirigente della Total, anche lui indagato per traffico d’influenze come Gemelli, la incontra a un convegno e riceve rassicurazioni per sbloccare una questione delicata: il progetto Tempa Rossa, cioè il potenziamento della raffineria Eni di Taranto che  lavora il greggio estratto nell’omonimo campo lucano gestito da Total. Contropartita per Gemelli, secondo l’accusa, l’affidamento di lavori per le infrastrutture del Centro Oli di Corleto Perticara, fulcro dell’attività della società petrolifera per il giacimento di Tempa Rossa.

L’emendamento da reinserire e gli amici da favorire
È il 5 novembre 2014 quando Gemelli parla con la compagna. È lei che gli racconta che sarebbe stato reinserito nella Legge di stabilità un “emendamento”  (per inserire le opere relative al trasporto e allo stoccaggio di idrocarburi) bocciato venerdì 17 ottobre 2014 durante la discussione in commissione parlamentare. Un emendamento, come scrive il gip di Potenza Michela Tiziana Petrocelli, “che sarebbe stato di estremo interesse per la Total proprio in relazione al progetto Tempa Rossa”.

L’intercettazione: “Se riusciamo a sbloccare dall’altra parte si muove tutto”
Le parole della Guidi intercettata non lasciano dubbi sul suo interessamento: “… E poi dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se.. è d’accordo anche “Mariaelena” (ovvero il ministro per le Riforme Boschi) la. .. quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte, alle quattro di notte …! Rimetterlo dentro alla legge… con l’emendamento alla Legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa. .. ehm ..dall’altra parte si muove tutto!”. Ovvero gli appalti per il compagno che, a leggere un’altra intercettazione telefonica, aveva non pochi problemi economici. Alla domanda di lui se la cosa riguardasse pure i propri amici della Total, clienti di Tecnimont (“quindi anche coso … anche … va be’, i miei amici de … i clienti di Broggi”). Il ministro rassicura: “Eh, certo, capito? … certo … te l’ho detto per quello!”.

La lobby del petrolio e gli incontri 
Ma cosa era successo poche settimane prima? Il 18 settembre Gemelli, che punta a ottenere appalti e subappalti per supervisione alle attività di costruzione sul Centro Oli Tempa Rossa, oltre due milioni e mezzo di euro, e vuole entrare nella bidder list (ovvero dei fornitori) delle società di ingegneria e partecipare alle gare di progettazione ed esecuzione dei lavori per l’impianto estrattivo, incontra Cobianchi. Teatro è l’ufficio dell’allora sindaco Pd di Corleto Rosaria Vicino, finita ai domiciliari. L’ingegnere ascolta i progetti imprenditoriali di Gemelli e prospetta la contropartita la questione “Taranto”: dove le normative e i vincoli ambientali preoccupano molto per la questione del potenziamento della raffineria.

Il 23 ottobre c’è un incontro a Roma tra Gemelli e i vertici della Total. L’imprenditore ringrazia per la disponibilità: “… Io la volevo innanzitutto ringraziare perché … è andata benissimo, di una disponibilità allucinante e sono veramente estremamente contento, ma non solo per la collaborazione .. “. Gemelli si informa e chiede se le autorizzazioni già ottenute dalla Total rientrino o meno nello Sblocca Italia e evidenzia come in quest’ultimo caso non ci sarebbero stati grossi problemi. A Cobianchi però preme la Taranto, “questione complessa… So che anche a livello centrale coi i ministeri, insomma i colleghi di Roma hann0 dei contatti continui, frequenti, quindi mi auguro che quello che viene dichiarato a livello governativo poi possa trovare applicazione insomma”. Gemelli quasi non lo lascia finire di parlare: “Ci stanno provando, ci stanno provando, mi creda, c’è da leggere, ci sarà da leggere lo Sblocca Italia che dovrebbe andare oggi alle sei hanno messo la fiducia e quindi speriamo che esce fuori, perché ci sono le correzioni fino all’ultimo secondo, non si sta capendo niente, mi creda, non si sta capendo nulla…”. Quindi le rassicurazioni: “Io poi su questa cosa qua l’aggiorno, l’aggiorn0 e poi lei su qualsiasi cosa lei mi dica… dove… perché ad esempio se quello là diventa veramente Presidente della Regione… cioè è una persona imprenditoriale, imprenditoriale nel cervello, mi segue?”). Infine l’invito a fare una “chiacchierata più approfondita” anche a Roma e a “fare la cortesia” di interessarsi all’eventuale “ok al subappalto” da parte della Tecnimont in favore della sua società.

“Pare che ci sia l’accordo con Boschi e compagni … è tutto sbloccato”
Il 31 ottobre Gemelli invita Cobianchi a partecipare ad un incontro previsto l’11 novembre: “C’è un ambiente interessante che le può servire, perché c’è il ministro dello Sviluppo economico… perché una volta che c’è sto Sblocca Italia e c’è il ministro lì mi è venuto subito in mente lei…”, ottenendo di risposta l’informazione che l’azienda di Gemelli avrebbe avuto l’appalto. Ed è così che il 5 novembre Gemelli, parlando con la Guidi, ottiene la rassicurazione che l’emendamento sarebbe stato reinserito. Un attimo dopo l’imprenditore è pronto a dare la buona notizia su Tempa Rossa: “…La chiamo per darle una buona notizia...ehm… si ricorda che tempo fa c’è stato casino che avevano ritirato un emendamento ragion per cui c’erano nuovi problemi su Tempa Rossa pare che oggi riescano a inserirlo nuovamente al Senato… ragion per cui se passa…e pare che ci sia l’accordo con Boschi e compagni … ( … ) se passa quest’emedamento … che pare … siano d’accordo tutti… perché la Boschi ha accettato di inserirlo… ( … ) È tutto sbloccato … Volevo che lo sapessi”. E l’emendamento fu poi approvato nella legge di Stabilità a fine dicembre 2014.

“Gli ho presentato Fede… tutto a posto”
Tra il 4 e il 5 la buona notizia è per Gemelli: perché le sue due società sarebbero rientrate nella bidder list della Total. L’imprenditore è euforico e chiama il socio: “Minchia ti informo che siete già entrati…”, ricorda che c’è il convegno (promosso dalla fondazione Italiani Europei di Massimo D’Alema) in programma a Roma “dove ci sono tutti quelli che contano”, fa i conti: “… stiamo andando nella direzione giusta… dai quant’era sette milioni?”. L’11 novembre, ad affare concluso, Gemelli presenta Cobianchi alla Guidi. Al telefono ne parla con un collaboratore di nome Diego: “A posto! Ieri è andato tutto bene, benissimo, è venuto pure Cobianchi, il suo … un collega… gli ho presentato a “Fede”, tutto a posto, tutti contenti! … Hanno capito un po’ meglio”. Al socio Salvatore Lantieri poi Gemelli racconta i particolari…. “Quando c’è stato il convegno e c’erano questi qua della Total sì, minchia sì, lui…lui, quello del capo delle relazioni esterne… minchia compare… ringraziamenti, alliccamenti che no ti dico, quelli ce li abbiamo ce li abbiamo cioè secondo me, abbiamo un rapporto molto forte, il rapporto è buono… Hai capito!”

L’incontro ufficiale. “Il ministro si è ricordata”
Il 18 c’è anche un incontro ufficiale cui prende parte il presidente della Basilicata Marcello Pittella. Ed è Cobianchi a raccontarlo a Gemelli: “… no io sono stato a Roma…l’incontro con il ministro, c’era il sottosegretario… dovremmo tornare il 26 perché è stato confermato da parte del ministro del governo le intenzioni di procedere c’era anche il presidente della Regione… omissis il ministro si è ricordata, un attimo, che c’eravamo visti la settimana prima e devo dire che abbiamo positivamente verificato, insomma l’intenzione del governo di..di andare avanti ecco. Quindi io la ringrazio, anche a nome dei … della nostra società, un po’ per… intanto per averci fatto conoscere direttamente il ministro Guidi e poi insomma per l’interessamento che ha avuto!”. E Gemelli: “Assolutamente a disposizione! Ce lo siamo detti dal primo giorno”.

L’sms: “L’emendamento è stato inserito”
A questo punto proseguono le trattative. Total però sembra intenzionata a rallentare i lavori. Quindi chiama Cobianchi e lo rassicura nuovamente. “Se lei ha bisogno di una mano lo sa, a disposizione per quello che posso”. Il manager della Total però appare sicuro: “… Da quello che ho capito quindi adesso si cercherà di far passare nella legge di Stabilità un po’ quello che è necessario far passare”. Il 13 dicembre Gemelli manda un sms a Cobianchi: “Buonasera dott. Cobianchi, Le confermo che Tempa Rossa è stata definitivamente inserita come emendamento del governo nella legge di Satbilità. Buon we Gianluca”. Messaggino che viene immediatamente inoltrato anche all’ad di Total.

Nel registro degli indagati sono stati iscritti 60 nomi, la procura aveva chiesto misure cautelari per 23 persone, tra cui Gemelli. I reati, stando al capo di imputazione, sono stati commessi in Basilicata e a Roma. Ora c’è da capire chi sono tutti gli altri e se è avvenuta, come potrebbe essere, una trasmissione al Tribunale dei ministri.