E’ finita in un palazzone di nove piani a Romano di Lombardia (Bergamo) la fuga d’amore di Hassan Kiko e Angela Magdici, il galeotto siriano scappato nella notte tra l’8 e il 9 febbraio scorso dal carcere di Zurigo grazie alla complicità della bella secondina romena. I carabinieri del Ros li hanno catturati prima che potessero partire per il Medio Oriente, probabilmente diretti in Siria.

Lui parrucchiere 27enne con la passione per il bodybuilding e una condanna per stupro da scontare, lei guardia carceraria amante della boxe thailandese e del ring. Si erano conosciuti qualche mese fa nel carcere di Limmattal, nel Canton Zurigo, e da quel momento è iniziata una relazione impossibile che si è trasformata in quella che sembra la sceneggiatura per un film. La poliziotta – ricostruisce l’Ansa – ha lasciato il marito e si è legata al siriano, per nulla spaventata dalla sua fedina penale. Kiko era arrivato in Svizzera nel 2010 come richiedente asilo e nei quattro anni successivi era stato coinvolto a più riprese in vicende legate a reati sessuali. Nel 2012 aveva costretto una ragazza di 19 anni a un rapporto sessuale minacciando di tagliarle la gola. La violenza era avvenuta nella sua camera del centro richiedenti asilo di Eschlikon, dove era riuscito a portarla con la scusa di tagliarle i capelli. La prima condanna è del giugno 2012, quando era stato condannato a 42 mesi di carcere per tentato stupro (condanna mai scontata per una serie di ricorsi), e dopo pochi mesi era stato arrestato nuovamente per abusi su una 15enne all’esterno di un locale a Schlieren.

Il siriano si è difeso dicendo che la ragazza era consenziente ma i giudici elvetici lo hanno condannato a 4 anni da passare nel carcere di Limmattal. Qui è nato l’amore con la Magdici. Una relazione clandestina che, secondo il direttore del carcere Roland Zurkirchen, è stata tenuta nascosta a tutti. La passione è stata tale che in pochi mesi la 32enne ha rivoluzionato la propria vita, come ha raccontato ai media svizzeri il suo ex marito: “Ha cominciato a leggere il Corano e mostrava un forte interesse per quanto accade in Siria. Credo si sia convertita all’Islam. Quattro mesi fa mi ha lasciato, ha preso tutti i soldi e i mobili. Probabilmente le piacciono i criminali e io ero troppo buono per lei”.

La fuga è avvenuta di notte, i due hanno passato la frontiera sulla Bmw X1 della donna prima che fosse diramato l’allarme. “Hanno fatto una sosta a Como e poi si sono diretti a Romano di Lombardia – ha spiegato il colonnello Paolo Storoni, comandante del Ros di Milano -. La donna aveva contatti lì e appena arrivati il siriano ha fatto amicizia con un 60enne tunisino che, in buona fede, lo ha aiutato per ottenere un contratto telefonico senza usare i suoi documenti”. Nelle due settimane successive le telefonate sono state monitorate. “Chiamate in Austria e Germania su cui sono in corso accertamenti. Crediamo che stessero per partire per il Medio Oriente”. I due erano molto cauti nelle uscite, limitate a certi orari per essere il più possibile invisibili.

Il blitz è scattato ieri mattina in via Duca d’Aosta in un palazzone con 36 appartamenti abitato per lo più da stranieri. “Non è stato facile – spiega il colonnello Storoni – abbiamo sfondato la porta. In casa non c’erano armi ma hanno opposto resistenza. Entrambi sono esperti di arti marziali. Abbiamo trovato scritte in arabo sul muro che dobbiamo tradurre e lettere della donna. Di recente ha anche inviato un video ai genitori per spiegare la sua scelta. Di sicuro non era pentita”.