L’accordo è di portata storica, anche se ci vorranno ancora più di sei anni prima di vederne i frutti, cioè la frenata automatica di emergenza obbligatoria su tutte le auto nuove e sui veicoli commerciali leggeri. Negli Stati Uniti la dovranno avere dal 1 settembre 2022 e tre anni dopo sarà la volta dei camion.

L’auspicio, ovviamente, è che anche l’Europa si muova nella stessa direzione, magari accorciando un pochino i tempi, perché la rivoluzione tecnica non è di quelle tremende dal punto di vista dei costi. Anzi, per chi non lo sapesse, anche sulla popolarissima Fiat Panda si può richiedere in optional un dispositivo che frena automaticamente l’auto (fino a 30 km/h) qualora la vedesse avvicinarsi a un’altra vettura o a un ostacolo, purché abbia una minima parte di materiale riflettente. I pedoni, quindi, in questo caso non sono garantiti, ma si tratta pur sempre di un dispositivo che costa solo 250 euro.

L’accordo raggiunto negli USA tra la National Highway Traffic Safety Administration, l’Insurance Institute for Highway Safety e 20 case automobilistiche – Audi, BMW, FCA, Ford, General Motors, Honda, Hyundai, Jaguar Land Rover, Kia, Maserati, Mazda, Mercedes-Benz, Mitsubishi Motors, Nissan, Porsche, Subaru, Tesla Motors, Toyota, Volkswagen e Volvo – probabilmente costerà qualche dollaro in più, anche se non sono state ancora stabilite le specifiche minime che i sistemi dovranno soddisfare.

C’è molta differenza, infatti, tra l’utilizzare solo un radar, oppure anche una telecamera o addirittura un laser. Vanno poi considerati gli angoli e le profondità di azione, così come la sensibilità alle condizioni di visibilità. Oggi in commercio esistono sistemi basici, come quello della Panda, oppure ultra evoluti, in grado di rallentare l’auto anche da 200 km/h se rilevano un pedone a centinaia di metri.

Tra due anni la NHTSA inizierà a dare i voti ai sistemi già installati e forse ne sapremo qualcosa di più. Questo tipo di assistenza alla guida, in ogni caso, è solo uno dei tanti disponibili sui modelli più evoluti. La sicurezza e la guida autonoma, infatti, vanno di pari passo, cosicché un’auto in grado di sorpassare da sola in autostrada è anche capace di controllare gli specchietti.

Ma già tante auto, per esempio, sanno riconoscere la fatica del conducente e sono in grado di avvertirlo prima che la sua attenzione cali. La tecnologia, dunque, permetterà di salvare vite sulle strade di tutto il mondo e negli anni a venire incidenti come quello occorso in Spagna, dove un colpo di sonno ha portato a una perdita di controllo del mezzo e a un impatto mortale, dovrebbero diventare sempre meno frequenti. Tenendo sempre presente che l’imprevedibile non si può prevedere, ma che forse una persona di 63 anni non dovrebbe mettersi al volante alle 3 di notte.