Ha salutato i suoi avvocati. Poi, appena le guardie lo hanno liberato dalle manette, ha teso il braccio destro per fare il saluto nazista davanti ai giudici. Così Anders Behring Breivik, l’uomo che nel luglio del 2011 uccise 77 persone a Oslo e sull’isola di Utoya, si è presentato nell’aula dove si è tenuta la prima udienza del processo nella sua causa allo Stato per “detenzione disumana“. La notizia è stata riportata dalla Bbc online.

Il tribunale è stato allestito nella palestra del carcere di massima sicurezza di Skien, a circa 100 chilometri a sud-est di Oslo, dove Breivik è detenuto dal 2013 e sta scontando la pena a 21 anni per la strage. Secondo il pluriomicida, le sue condizioni detentive violano due clausole della Convenzione europea dei diritti dell’uomo: quella che garantisce il diritto al rispetto della “vita privata e familiare” e “la corrispondenza”, e una seconda che vieta “pene o trattamenti inumani o degradanti“. Il legale ha definito il suo assistito “molto stressato a causa del suo isolamento”.

Il governo respinge l’accusa sostenendo che il detenuto ha accesso quotidiano a uno spazio per fare ginnastica, guardare la tv e una console per i videogiochi. “Non c’è nessuna prova che il detenuto abbia sofferto problemi mentali o fisici a causa delle condizioni della prigione in cui è rinchiuso”, sostiene l’avvocato del governo, Marius Emberland.

In passato Breivik, che verrà ascoltato domani, ha paragonato le sue condizioni nel carcere a una “tortura“. Il detenuto può ricevere visite solo attraverso un vetro e lo scorso settembre ha minacciato lo sciopero della fame. Inoltre, il killer suprematista si era lamentato per la Playstation troppo vecchia e aveva chiesto una paga settimanale più alta. Breivik aveva anche chiesto perdono per “non essere riuscito ad uccidere più persone”. Molti familiari delle vittime della strage hanno fatto sapere che non seguiranno il processo, che dovrebbe concludersi venerdì.