Natuzzi, l’azienda pugliese del mobile imbottito, offre 12mila euro a chi si impegna ad assumere i suoi 340 cassintegrati. Ognuno dei quali riceverà a sua volta 5mila euro di buonuscita. La società, che due anni fa aveva promesso di riportare in Italia le produzione esternalizzate in Romania, ha pubblicato su alcuni quotidiani un annuncio a pagamento che recita: “La cassa integrazione scade. Un lavoratore no”. Allo slogan segue la descrizione del progetto ‘Assist’, nato con “il sostegno di sindacati e istituzioni”: sul piatto ci sono “5.000 euro per il collaboratore che inizierà un nuovo percorso di lavoro e 12.000 euro all’azienda che lo assumerà a tempo indeterminato“. In più Natuzzi offre l’utilizzo degli stabilimenti del gruppo ora non attivi.

“La cassa integrazione per i 340 collaboratori Natuzzi in esubero scade il 15 ottobre 2016″, si legge, “ma l’impegno del gruppo nei loro confronti continua”. Il progetto Assist offre un incentivo “superiore a quello del Jobs Act e si aggiunge a quelli per l’assunzione di lavoratori in cassa integrazione”, sostiene l’annuncio, confondendo però la riforma del lavoro con gli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato previste dalla legge di Stabilità per il 2015.

“Grazie ad Assist l’assunzione di un lavoratore Natuzzi si rivela non solo non solo un investimento responsabile, ma anche vantaggioso. Il nostro progetto è una risposta nuova alla crisi: è un assist per le aziende, per i lavoratori e per il rilancio del territorio”.