Bagarre durante il Question time a Montecitorio: i tre deputati M5s Marco Brugnerotto, Ivan Della Valle e Nicola Bianchi e il dem Emanuele Fiano sono stati cacciati dall’Aula dal vicepresidente Luigi Di Maio (M5s) e la seduta è stata sospesa. Le polemiche sono scoppiate dopo che i parlamentari grillini hanno esposto alcuni cartelli contro il decreto mutui, la cui discussione in commissione era stata bloccata poco prima tra le proteste.

I tre rappresentanti M5s sono stati cacciati perché si rifiutavano di togliere i manifesti. Diversa la situazione di Fiano. Il deputato Pd, mentre il capogruppo dem Ettore Rosato contestava l’atteggiamento del M5s, è andato sotto il banco della presidenza a protestare. Al terzo richiamo, per lui è scattata l’espulsione. Rosato in Aula ha condannato alcuni episodi che sarebbero avvenuti “in Transatlantico e nei corridoi della Camera”, spiegando che “è stato impedito ai parlamentari di entrare in Commissione”. Quindi rivolto contro Di Maio ha detto: “Lei doveva criticare questa condotta”.

Video di Manolo Lanaro

Sarà l’ufficio di presidenza di Montecitorio, convocato per il 3 marzo, a decidere le eventuali sanzioni. Particolare gravità, hanno fatto sapere al termine della riunione dei capigruppo, viene attribuita al fatto che la contestazione di oggi in Aula sia avvenuta durante il question time trasmesso in diretta televisiva. Per un fatto analogo in passato non erano stati presi provvedimenti nei confronti di Giorgio Sorial (M5s), ma gli era stata mandata una lettera con una messa in mora contro un eventuale ripetersi della vicenda.

“E’ una follia. Ci assumiamo tutta la responsabilità”, ha detto Davide Crippa (M5s), “la commissione Finanze non è stata in condizione di lavorare non per la nostra azione che è durata per qualche minuto ma perché il viceministro Morando non si trovava più. Per cui la colpa è tutta del governo. In Aula non abbiamo leso nessun diritto in quanto il question time è andato avanti regolarmente. Noi siamo vigili ed attenti sul tema dei mutui. Se il governo alza il livello dello scontro, anche ponendo fiducie su fiducie, noi siamo prontissimi”. A condannare il M5s anche il capogruppo di Fi Renato Brunetta: “Se si invoca il rispetto delle regole non si possono occupare la Rai o i giornali né porre la fiducia su tutto”.