Barack Obama sarà il primo presidente degli Stati Uniti a visitare Cuba da 88 anni a questa parte. Lo ha annunciato su Twitter lo stesso capo della Casa Bianca, che sarà nell’isola il 21 e il 22 marzo per incontrare il presidente cubano Raul Castro. La first lady Michelle viaggerà con lui. Nei due giorni successivi Obama sarà in Argentina, per un incontro con il nuovo presidente Mauricio Macri.

A Cuba, sottolinea la Casa Bianca, il presidente lavorerà per cementare “i progressi che abbiamo fatto verso la normalizzazione” dei rapporti con il Paese, con cui sono state riavviate le relazioni diplomatiche lo scorso anno, dopo un embargo durato oltre mezzo secolo. Obama “esprimerà il sostegno per i diritti umani“.

“Questa visita storica, la prima di un presidente in carica in quasi 90 anni, è un’altra dimostrazione dell’impegno del presidente di indirizzare un nuovo corso nelle relazioni tra Cuba e Stati Uniti – sottolinea la Casa Bianca – e collegare i cittadini americani e cubani attraverso viaggi, commercio e accesso alle informazioni”.

Tra gli Usa e l’isola guidata per decenni da Fidel Castro esistono ancora molte differenze, ha sottolineato Obama promettendo di sollevarle “direttamente“. Una risposta alle critiche del Partito Repubblicano, e di alcuni loro candidati alla Casa Bianca, che gli hanno rimproverato di voler visitare un’isola ancora in cui vide una dittatura.

Obama avrà anche incontri con gli esponenti della società civile dell’isola e imprenditori. Secondo il New York Times, i dirigenti del dipartimento di Stato, del commercio e del tesoro americani si incontrano privatamente a Washington con le loro controparti cubane per colloqui volti a espandere i legami economici tra i due Paesi. Mercoledì il segretario al commercio, Penny Pritzker, ha sollecitato il governo cubano ad aprire la sua economia alle imprese e agli investimenti americani invitandolo a fare di più per facilitare il commercio dopo il disgelo. E ha ricordato che il suo dipartimento, dopo l’annuncio di Obama nel dicembre 2014 per la normalizzazione dei rapporti bilaterali, ha concesso 490 autorizzazioni per un totale di 4,3 miliardi di dollari lo scorso anno, circa il 30% in più sull’anno precedente. Ma vi sono ancora molti ostacoli, legati al vigente embargo che solo il Congresso può revocare.

A Buenos Aires, invece, Obama incontrerà il nuovo presidente argentino, per discutere con lui – insediatosi alla Casa Rosada poco più di due mesi fa – dell’agenda delle riforme, improntate al liberismo e ad una maggiore apertura verso Stati Uniti ed Europa. Quella del mese prossimo è la prima visita di un presidente americano in Argentina da quasi due decenni, dopo gli anni autarchici e nazionalisti del “kircherismo” di Nestor Kirchner prima e della moglie Cristina poi.