Altolà dell’Antitrust all’avanzata di Mediaset nelle radio. Dopo aver acceso un faro sulla crescita di Mondadori nei libri attraverso l’acquisizione dei marchi Rizzoli, il garante della concorrenza ha avviato un’istruttoria sull’acquisto di Finelco  (Radio 105, Radio Montecarlo e Virgin Radio, oltre due canali tv nel digitale terrestre) da parte di Rti, società controllata da Mediaset. L’authority di Giovanni Pitruzzella ritiene infatti che “la concentrazione in esame potrebbe dare luogo alla creazione di una posizione dominante idonea a eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza nel mercato della raccolta pubblicitaria su mezzo radiofonico”.

In relazione agli effetti dell’operazione di concentrazione nel mercato della televisione gratuita e il connesso mercato della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo, l’Antitrust rileva infatti che “il gruppo Finelco è sostanzialmente inattivo in tale mercato. Il gruppo, infatti, ha avviato nel settembre 2015 la trasmissione di due nuovi canali televisivi (canali 157 e 257 del digitale terrestre) a tematica musicale che, ad oggi, non effettuano raccolta pubblicitaria”.

“Nel caso di specie, il gruppo Fininvest acquisirebbe ad esito della concentrazione una quota di mercato rilevante, di circa il doppio rispetto al secondo operatore del mercato”, afferma l’Antitrust. “Oltre a ciò, nel valutare la posizione del gruppo Fininvest nel mercato, è necessario rilevare che essa può offrire agli inserzionisti e ai centri media un ampio ventaglio di mezzi di comunicazione, potendo fare leva sulla primaria posizione detenuta sul mercato della raccolta pubblicitaria su mezzo televisivo”, si legge nella delibera. “Il gruppo Fininvest, infatti, dispone di un’ampia varietà di media in grado di completare l’offerta radiofonica e, tra questi, il mezzo televisivo, nel quale detiene una quota di mercato superiore al 50%. Il gruppo Fininvest potrebbe condizionare le proprie vendite in modo da collegare la raccolta pubblicitaria televisiva al contiguo mercato della raccolta pubblicitaria nazionale”, afferma ancora l’Autorità.

Infatti, “la radio è un mezzo sul quale l’attività programmata è generalmente volta al mantenimento del ricordo del prodotto reclamizzato in televisione e, pertanto, presenta caratteristiche idonee a collegarlo a tale mezzo”. Insomma, in questo modo “il gruppo Fininvest potrebbe estendere la propria posizione di predominanza sul contiguo mercato della raccolta pubblicitaria su mezzo radiofonico, a danno dei concorrenti e dei consumatori“. Occorre infine valutare “se e in che misura l’operazione è idonea a precludere gli sbocchi al mercato della raccolta radiofonica per gli operatori di minori dimensioni”.