C’era perfino una consulenza da 85mila euro alla Cosman srl sul business in  Kazakistan e Kirghizistan, tra le spese anomale sostenute da Banca Etruria prima del collasso. Lo rivela il Corriere della Sera, elencando alcune delle voci di costo che compongono i 17 milioni di euro spesi in consulenze dall’istituto aretino in tre anni, quando il bilancio della banca era già in rosso, secondo quanto emerge dagli allegati alla relazione del commissario liquidatore che ha chiesto e ottenuto la dichiarazione di insolvenza dell’istituto.

Gli incarichi erano quelli già bollati come “inutili” dagli ispettori di Bankitalia. Sono spesso privi delle delibere di autorizzazione e includono circa 50mila euro spesi per i soggiorni in albergo di società di revisione come Kpmg che dall’Etruria ha ottenuto in tre anni quasi tre milioni di euro. Alla Jci Capital Limited, invece, nel 2013 sono stati versati 1,851 milioni di euro per l’assistenza per ricapitalizzazione ed l’emissione del prestito obbligazionario subordinato del 3 luglio 2014.

Il totale delle consulenze nel mirino arriva appunto a 17 milioni, cui va aggiunta la liquidazione da 1,2 milioni all’ex direttore generale Luca Bronchi, i premi ai dipendenti e soprattutto i crediti finiti in sofferenza per quasi 2 miliardi di euro.