Vip e il bel mondo dorato dello spettacolo presente ai matrimoni e alle feste dei boss della camorra di Scampia. Un book fotografico realizzato a Milano per scegliere le soubrette da invitare, alcune delle quali vicine al mondo delle cene eleganti di Silvio Berlusconi. E’ quanto emerge dai verbali di alcuni pentiti depositati agli atti del Riesame di un’inchiesta della Procura di Napoli sul narcotraffico e il riciclaggio di denaro sporco. Ci sono i nomi di Belen Rodriguez (nella foto), Aida Yespica e Valeria Marini, di Fabrizio Corona, di Barbara Guerra e Analaura Ribas. E del regista Matteo Garrone. Vicende del 2011, feste per le quali gli esponenti del clan Amato-Pagano erano pronti a corrispondere anche 25.000 euro a soubrette, e che però per varie ragioni non sarebbero state mai realizzate per l’improvvisa latitanza di questo o quel boss. Verbali depositati per dimostrare la ‘potenza’ del clan. I pentiti però riferiscono vicende apprese da terzi. E non ci sono prove che le starlette siano state davvero contattate.

Secondo un pentito, Belen e Corona durante il loro fidanzamento erano di casa in un noto ristorante di Pozzuoli “a disposizione degli Amato-Pagano” al punto che il ristoratore inviava i suoi cuochi nei covi di Carmine Amato. Dice il pentito: “Era marzo, aprile del 2009, fu proprio il titolare a preavvisarmi dell’arrivo di Belen e Fabrizio Corona. Infatti arrivarono e con loro c’erano anche la sorella di Belen e Patrizia del Grande Fratello. Il titolare mi disse che ogni volta che Belen veniva a Napoli si fermava sempre a mangiare nel suo ristorante, non specificò se con Corona o da sola”. Il pentito aggiunge che “Corona ha partecipato alla festa dei 18 anni della figlia di Elio Amato, nel gennaio-febbraio 2010. In quell’occasione Corona fece uno spogliarello”.

Il tramite del clan Amato-Pagano con il mondo dello spettacolo sarebbe stato Lello Stanchi, gestore di piazze di spaccio e cassiere del Cartello degli Scissionisti, mutilato e ucciso nel 2012 prima che gli inquirenti riuscissero ad arrestarlo. Un altro pentito sostiene che Stanchi aveva ricevuto un book fotografico da Milano con le foto di donne di spettacolo – la Marini, Belen, Barbara Guerra, la Ribas, la Yespica- che secondo ‘Lello’ erano disponibili per 25.000 euro a presenziare alle feste organizzate dal clan. Sempre secondo il pentito, Lello Stanchi era “amico di Garrone” e fu grazie a questa amicizia che il regista riuscì a girare Gomorra a Scampia “senza problemi” e forse un fratello di Stanchi ha pure avuto un piccolo ruolo nel film. E non solo: “Mentre ero a Scampia Lello Stanchi mi fece conoscere un nostro spacciatore, Totore, anche questo aveva recitato nel film. Era il killer nell’episodio con cui il film inizia, ossia quello che sparano alla persona che si trovava nel centro abbronzante, tanto è vero che questo Totore  era soprannominato Gomorra”. Già tirato in ballo in passato da altri pentiti, Garrone ha sempre replicato minacciando querele e dicendo di essersi limitato a contattare persone del luogo per rendere più realistica la pellicola.