“La tv di Stato offre le sue telecamere a un imputato che non ha mai risposto alle domande nei due gradi di giudizio, ed anzi ha più volte tentato di inquinare le prove”. Con queste parole il procuratore capo di Teramo Manfredi Palumbo ha annunciato l’avvio di una serie di accertamenti per capire chi abbia concesso il via libera per l’intervista in carcere a Luca Varani, che sarà il protagonista della puntata di Storie Maledette di Franca Leosini in onda giovedì prossimo su RaiTre. Varani è l’ex fidanzato dell’avvocatessa Lucia Annibali, fatta sfregiare con l’acido da due albanesi assoldati dall’uomo condannato in primo e secondo grado e ora detenuto a Teramo in attesa del giudizio della Cassazione.

L’indagine sui fatti era stata condotta proprio dalla procura della Repubblica di Pesaro. I due albanesi, Rubin Ago Talaban e Altistin Precetaj, in appello hanno avuto una condanna a 12 anni ciascuno. Varani, come detto, è stato condannato in secondo grado a 20 anni di reclusione per stalking, lesioni gravissime e tentato omicidio, ma a suo carico è ancora pendente il processo in Cassazione (l’udienza si terrà il 10 maggio). Proprio per questo motivo, secondo il procuratore Palumbo interpellato dal Resto del Carlino, è grave che “si raccolgano in tv le sue dichiarazioni, che potrebbero avere, anzi avranno sicuramente valenza processuale”. Da qui le accuse e gli accertamenti per capire chi abbia autorizzato l’intervista: “Mi chiedo come il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria possa aver autorizzato questa intervista senza chiedere pareri, per quanto so, alla procura competente, ovvero alla Procura generale o alla stessa Corte di Cassazione”, ha detto Palumbo.

Anche la politica ritiene necessario far sentire la propria voce. “Un’intervista inopportuna, che necessita di un chiarimento da parte del ministro della Giustizia sui criteri adottati dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nel concedere l’autorizzazione”, attacca Lara Ricciatti (Sinistra Italiana), che ha presentato un’interrogazione al ministero della Giustizia e chiede anche di sospendere la messa in onda della trasmissione.

Il ministro Andrea Orlando, afferma,”chiarisca quali siano state le procedure e i criteri seguiti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria nell’autorizzare l’intervista, e si esprima sull’opportunità della stessa su una vicenda che ha colpito fortemente una intera comunità, oltre che la vittima”. “Essendo tutt’oggi pendente il processo in Corte di Cassazione – continua Ricciatti – questa intervista rischia di minare la necessaria serenità della Suprema Corte chiamata a pronunciarsi su un caso tanto delicato. Inoltre, si offrirebbe all’opinione pubblica un racconto evidentemente parziale, giacché viene dalla viva voce dell’imputato con poche mediazioni”.

Di avviso opposto il direttore del carcere di Castrogno, Stefano Liberatore: “È una polemica priva di fondamento. Varani è stato autorizzato dal dipartimento. Adesso invieremo tutta la documentazione alla Procura e per noi è tutto – dice Liberatore – Varani è stato condannato in appello, quindi se vuole rilasciare dichiarazioni può farlo. Noi ci siamo limitati a veicolare la richiesta, che è stata autorizzata dal Dipartimento”.