Sono almeno 30 i morti provocati da Jonas, la tempesta di neve e ghiaccio che nei giorni scorsi si è abbattuta sugli Stati Uniti paralizzando la costa orientale. La maggior parte dei decessi è stato causato da incidenti stradali, avvelenamento per monossido di carbonio e infarti. Decine invece i feriti, mentre dodici stati sono in uno stato di emergenza. La perturbazione si sta allontanando: New york sta cercando di tornare alla normalità mentre Washington è ancora bloccata: sedi amministrative e scuole rimarranno chiuse. Ai residenti è stato chiesto inoltre di limitare al minimo gli spostamenti e i cittadini sono stati avvertiti che saranno multati gli automobilisti che si avventureranno sulle strade coperte di neve. Ieri il Pentagono ha inviato oltre 2.300 uomini della Guarda Nazionale negli stati colpiti. Il numero più alto di soldati, 490, opera in Virginia, dove in alcune zone è caduto oltre un metro di neve.

La maggior parte delle vittime hanno perso la vita sulle strade a causa della neve, il ghiaccio, i forti venti e la scarsa visibilità in Arkansas, Carolina del Nord, Kentucky, Ohio, Tennessee e Virginia. Due persone sono morte per ipotermia, quattro invece sono state colpite da un attacco di cuore dopo lo sforzo di spalare la neve. Un bambino di 4 anni è rimasto ucciso in un incidente stradale con un veicolo di emergenza. Un adolescente è morto in Ohio dopo essere stato colpito da una macchina da neve, mentre scattava delle foto.

La tempesta ha colpito New York fa prevedere che nella città si raggiungeranno 76 centimetri di neve. A Washington, nel pomeriggio di sabato 23 gennaio, la visibilità era pari a zero, mentre le temperature sono scese sotto i 20 gradi. Decine di persone sono rimaste intrappolate più di 12 ore su una strada in Kentucky e molti altri vivono la stessa situazione su una strada in Pennsylvania e West Virginia.

Un’altra delle conseguenze più temute della tempesta sono le interruzioni di corrente su larga scala, che hanno finora principalmente colpito la Carolina del Nord, dove circa 150 mila persone sono rimaste senza servizio. Anche il traffico aereo continua a essere colpito duramente dalla tempesta Jonas con 3.688 voli cancellati ieri mattina, e altri 7000 potrebbero fermarsi oggi. La tempesta interesserà un totale di 85 milioni di persone, con 33 milioni che vivono nelle aree più a rischio.